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05/07/2019

Appalto per la gestione del calore, dal giudice sfilano i testi della difesa

La Provincia Pavese - M. Fio.

processo asm
PAVIA. Nuova tappa dell'udienza sul processo Asm-gestione calore: ieri è toccato ai testimoni della difesa sfilare davanti al collegio dei giudici presieduto da Daniela Garlaschelli. Le contestazioni per gli imputati Bruno Silvestrini, Gabriele Felappi, Marcello Rainò e Claudio Tedesi includono peculato, truffa e turbata libertà degli incanti. L'accusa sostenuta dal pubblico ministero Paolo Mazza, ieri presente in aula, è, in sintesi, di avere distratto dalle casse di Asm oltre 250 mila euro. Il procedimento riguarda fatti avvenuti tra il 2014 e il 2015, tra cui un affidamento per la revisione delle caldaie e la gara per la «gestione calore» (un affare da 18 milioni di euro). Il filone dell'indagine parte dall'inchiesta avviata oltre tre anni fa dalla procura di Pavia e che portò all'arresto di quattro ex dirigenti di Asm Pavia dopo la scoperta del «buco» nel bilancio dell'azienda di 1 milione e 800mila euro. Gli imputati sono accusati di essersi procurati un guadagno illecito affidando sistematicamente alla E.T.I di Silvestrini l'incarico di sostituire impianti di riscaldamento del Comune di Pavia che, invece, sarebbero stati riparabili con una spesa molto più contenuta. Secondo l'accusa, avrebbero avallato l'affidamento di lavori ordinari e straordinari, di appalti di calore sempre del Comune di Pavia, alla E.T.I senza ricorrere a procedure di appalto pubblico. Silvestrini è difeso dall'avvocato Giuseppe Madeo, Rainò dall'avvocato Alessandra Stefàno e Tedesi dall'avvocato Matteo Uslenghi. Nel processo sono parti civili il Comune di Pavia rappresentato dall'avvocato Gianluigi Tizzoni, e Asm con l'avvocato Ermenegildo Costabile. Entro l'autunno è prevista la sentenza. --M. Fio.