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25/09/2018

Appalto neve, la procura ha chiuso l’indagine

Gazzetta di Reggio - Enrico Lorenzo Tidona

L'imprenditore Zambonini accusato di falso in atto pubblico. Nel 2016 la Provincia gli aveva revocato l'assegnazione ventasso
Enrico Lorenzo TidonaventassoÈ accusato di falsità ideologica commessa in atto pubblico Gionni Zambonini, l'imprenditore delle montagna reggiana indagato - ora ve n'è certezza - dalla procura di Reggio dopo l'invio di esposti che denunciavano irregolarità sugli appalti di spalatura della neve. La procura ha chiuso le indagini e l'indagato - come afferma il suo avvocato, Claudio Silvestri - attende di sapere che fine farà l'inchiesta.l'inchiesta Il reato contestato all'imprenditore di Ligonchio è messo in relazione alla violazione del codice degli appalti. Avrebbe infatti falsamente attestato alcuni requisiti alla Provincia di Reggio in relazione al bando di gara per l'appalto neve per gli anni 2015 e 2016. Zambonini, con quel documento messo agli atti dell'ente titolare dell'assegnazione dell'appalto, aveva affermato che né lui né la sua impresa erano incorsi in alcuna della cause di esclusione dai pubblici appalti e di essere in regola con gli obblighi previsti sul pagamento degli oneri contributivi. Oneri che invece, dopo un controllo, sembra non fossero stati saldati regolarmente.LA VICENDASi tratta di una storia che va avanti da anni. Gli appalti per la spalatura della neve in montagna sono stati messi all'indice da tempo. La Provincia stessa aveva già revocato un contratto alla ditta di Zambonini perché risultata non in regola. Lo fece il 5 febbraio 2016, aveva di fatto revocato gli appalti 115 e 117, aggiudicati provvisoriamente alla ditta Zambonini Gionni perché - contrariamente a quanto dichiarato dalla ditta in sede di gara - «non risulta in regola con i versamenti dei contributi previdenziali, come risulta dal documento unico di regolarità contributiva». L'ENTE È IN REGOLALe verifiche effettuate dalla procura nell'indagine affidata al sostituto procuratore Giacomo Forte, non hanno rilevato responsabilità nella procedura da parte della Provincia, che era stata tirata in ballo dagli " Amici della Terra", associazione che aveva presentato un esposto in merito alla vicenda. Zambonini, da parte sua, aveva detto che c'era stato «un errore da parte di qualcuno che mi ha iscritto all'Inail. Si tratta di un'anomalia perché per un coltivatore diretto non è obbligatorio. Anomalia che ho saldato, comunque, il 10 novembre». LE POLEMICHELa vicenda di Zambonini e degli appalti ha tenuto in scacco la montagna per anni, tra polemiche e querele incrociate. L'ultima ad essere stata risolta in ordine di tempo, è quella dell'agente della polizia municipale Azeglio Baccini, querelato da Zambonini perché diceva di essere stato aggredito. Baccini - poi prosciolto - ha sempre sostenuto la sua innocenza, parlando di una ritorsione di Zambonini, che proprio il vigile aveva segnalato nel 2006 alla Provincia e all'allora sindaco per la carenza dei requisiti oggettivi della ditta Zambonini, titolare di due appalti pubblici con la Provincia e di due con l' Unione dei Comuni. Accertamenti che accesero infine un faro nella procura della Repubblica. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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