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22/09/2021

Appalto nel mirino, si passa alle vie legali

QN - La Nazione

ASSISI «Comune di Assisi: appalto a società interdetta per mafia», Fratelli d'Italia attacca il sindaco Stefania Proietti. Quest'ultima, però, rispedisce le accuse al mittente: «Il sindaco non affida e non revoca appalti, le procedure degli uffici sono state corrette, solo speculazione politica, solo falsità», con l'annuncio di aver deciso di adire le vie legali. Fratelli d'Italia prende spunto da un appalto per il rifacimento delle strade da parte del Comune. «Previa sottoscrizione di un contratto di appalto in fretta e furia e che 'con riserva di legge', ossia in attesa di ricevere la documentazione sulla regolarità dell'impresa aggiudicataria, viene ordinato l'inizio dei lavori prima che la Prefettura fornisca la certificazione antimafia - spiega Fratelli d'Italia di Assisi -. A distanza di alcuni mesi arriva però l'amara sorpresa: sulla società aggiudicataria (di fuori Regione) pende l'interdittiva Antimafia della Prefettura, che costringe il sindaco a revocare immediatamente l'appalto e affidarlo ad altri. Nel frattempo, però, alcuni lavori sono stati subappaltati ad imprese della zona che, senza loro colpa, si sono viste bloccare parte dei pagamenti». Secondo Fratelli d'Italia, Stefania Proietti cade su una 'buccia di banana, «proprio lei che si vantava di aver sottoscritto il protocollo per la legalità con l'allora sottosegretario all'Interno Giampiero Bocci e dopo aver sbandierato ai quattro venti la chiusura dell'hotel Subasio, come se fosse stato il Comune e non la Magistratura a stroncare l'organizzazione criminale che lo gestiva». «Chi scrive dimostra di non conoscere per nulla le procedure di appalto e di riportare accuse a dir poco inesatte e infondate rispetto a una procedura trasparente e limpida. Chi si candida a governare la città dovrebbe sapere che un sindaco non revoca appalti e non affida appalti» questa la risposta del sindaco Proietti. «L'iter procedurale è stato assolutamente corretto e nel pieno e completo rispetto delle norme sul codice degli appalti - conclude Proietti -. Tirare in ballo poi le vicende dell'hotel Subasio è quanto meno deleterio e anche in questo caso sono state propinate solo falsità. L'articolo è stato fatto per screditare a scopo elettorale la corretta attività dell'amministrazione e non è tollerabile tanto è vero che, a tutela dell'immagine e della reputazione del Comune e del personale che tutti i giorni adempie al proprio dovere per far funzionare la macchina amministrativa, abbiamo già deciso di adire le vie legali».