scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
23/01/2021

Appalto-lampo del verde Da sindaco e assessore arrivano risposte diverse

La Stampa - C. B.

Bando di sei giorni, aveva partecipato solo la ditta in cui è socio Liuni IL CASO
Sugli appalti-lampo da oltre 372 mila euro per arredo urbano e verde l'assessore dà una versione diversa dal sindaco. Il caso, sollevato da La Stampa alla fine dicembre, è arrivato ieri in Consiglio comunale con un'interrogazione del Pd. L'oggetto sono due gare, da 195.773 e 176.947 euro di importi base, rimaste aperte dall'11 al 21 dicembre, per un totale di soli sei giorni lavorativi. L'impresa aggiudicataria, la stessa per entrambe, è stata anche l'unica a partecipare: incidentalmente ne è socio e direttore tecnico il deputato novarese della Lega Marzio Liuni. Il Pd chiedeva «perché si è proceduto con così tanta urgenza e rapidità di pubblicazione del bando». All'epoca Canelli riferì di aver subito chiesto spiegazioni alla dirigente e così motivò: «L'esigenza è legata al fatto che le risorse a disposizione per tale progetto dovevano essere impegnate entro la fine dell'anno, altrimenti l'utilizzo dei fondi sarebbe stato disponibile solo fra qualche mese, a bilancio consuntivo approvato». Ieri però l'assessore Mario Paganini non ha fatto cenno a questa giustificazione e ne ha data un'altra. Dopo aver chiarito che la forma di gara scelta (procedura negoziata telematica senza previa pubblicazione di bando) è consentita per appalti di quell'importo e che la stazione appaltante è libera di stabilire la scadenza, ha precisato: «I termini sono stati determinati sulla base della tipologia degli interventi, che non necessitano di tempi elevati per l'elaborazione delle offerte. I lavori non erano di particolare complessità per la formulazione di un'offerta congrua, ritenuta presentabile nei tempi assegnati». Sull'opportunità di annullare le procedure e rinnovarle concedendo termini più ampi, Paganini ha risposto leggendo una nota del segretario generale Giacomo Rossi: «Devono esserci vizi di legittimità, qui non ravvisabili. Un annullamento sarebbe illegittimo e potrebbe esporre il Comune a richieste di danni». Ha replicato Sara Paladini, del Pd: «Allora il sindaco Canelli è intervenuto sui giornali dicendo una cosa inesatta. Sui motivi d'urgenza, la domanda non ha trovato risposta: il punto è che con soli sei giorni a disposizione tante imprese non hanno neanche saputo delle gare. Presenterò un'altra interrogazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA