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04/01/2019

Appalto Ilva, 40 operai assunti dalla Ecologica

La Gazzetta Del Mezzogiorno

L AVORO UNA VERTENZA ANCORA APERTA PELUSO (CGIL) «Questa vicenda suona come un campanello d'allarme rispetto a tutto il sistema degli appalti in Ilva e non solo»
La Cgil non firma contratto prossimità. Incertezza per altri 86
l Quaranta lavoratori dell'impresa Ecologica che opera nel settore delle pulizie industriali con commesse temporanee prevalentemente all'interno di ex Ilva e Raffineria, da ieri sono diventati lavoratori a tempo indeterminato. Lo rendono noto la Cgil di Taranto e la categoria di settore, la Filcams, che accolgono la notizia «come buon auspicio». I lavoratori stabilizzati appartengono a una platea di 126 dipendenti in somministrazione con varie scadenze di contratto a termine. «Per alcuni di loro - spiega Paola Fresi, segretaria della Filcams Cgil di Taranto - la scadenza era quella dello scorso 31 dicembre, ma non sappiamo dire con certezza se tra quei lavoratori che ieri hanno firmato il contratto a tempo indeterminato ci siano esattamente quelli sul filo di lana di questa scadenza. Dunque, la buona notizia resta ma poco limpido sembra il percorso che riguarderà sia questi lavoratori che gli 86 rimasti per ora nel limbo del lavoro in somministrazione». L'Ecologica, secondo quanto riferisce il segretario di Nidil Cgil Daniele Simon, «avrebbe proceduto alla stabilizzazione in cambio di un accordo di prossimità che la Cgil ha deciso di non firmare. È uno degli effetti del Decreto Dignità che avevamo ampiamente preconizzato perché quel Decreto nato con l'intenzione di cancellare la precarietà, di fatto ha rilanciato l'ipotesi di accordi di prossimità in materia di contratti a termine, destrutturando il valore della contrattazione collettiva e dello stesso Contratto Nazionale di Lavoro». Il contratto «firmato per i lavoratori di Taranto pur essendo uno strumento legittimo - commenta ancora Fresi - ha di fatto barattato la presunta stabilità di 40 lavoratori, in cambio del perdurare della precarietà per altri 86 che potranno in virtù di quell'accordo di prossimità continuare ad essere lavoratori a termine fino alla scadenza di ben 42 mesi. 86 lavoratori, 5 dei quali nel luglio dello scorso anno finirono intossicati da emissioni di monossido di carbonio durante le pulizie in Acciaieria 1, e che ormai alla scadenza del loro contratto a termine speravano in un decisivo cambio di rotta delle loro esistenze». Invece, potranno «per altri 42 mesi continuare a non ricevere straordinari, tredicesima, maggiorazioni per lavoro notturno o festivo e coprire turni di lavoro impossibili grazie allo strumento del mog (monte orario garantito)». Ragioni che hanno spinto «la Cgil ribadisce Fresi - a non firmare quell'ac cordo in nome del principio di giustizia e solidarietà sociale che da sempre è suo baluardo. Ora si apre uno scenario nuovo su quel fronte anche in virtù della condizione stessa degli appalti all'inter no dell'ex Ilva, che entro il 31 marzo prossimo, potrebbero subire mutamenti dettati anche dall'accordo con i nuovi investitori di Arcelor Mittal». In questa fase, «così come in quella delle verifiche trimestrali la Cgil non intende arretrare di un passo e per tale ragione valuteremo di volta in volta i destini degli 86 lavoratori in somministrazione, e quelli dei 40 a tempo indeterminato che assunti sotto il regime del job act a marzo 2019, inoltre, non avrebbero neanche maturato i requisiti necessari per il mantenimento del posto di lavoro». Sul tema interviene anche il segretario generale della Cgil di Taranto, Paolo Peluso, secondo il quale «i 40 lavoratori stabilizzati restano tristemente sullo sfondo di questa vicenda che suona come un campanello d'allarme rispetto a tutto il sistema degli appalti in Ilva e non solo».

DECRETO DIGNITÀ

«Ha destrutturato il valore della contrattazione collettiva»


Foto: INDOTTO ILVA Ecologica assume 40 lavoratori

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