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12/01/2019

Appalto fotocopia per il “Lombrici” «Contatti sospetti direttore-sindaco»

QN - La Nazione

di ERIKA PONTINI - SPOLETO - C'E' UN ALTRO appalto nel mirino della guardia di finanza che sta indagando sui rapporti tra il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno e la Banca Credito cooperativo di Spello e Bettona nell'ambito di un fascicolo avviato per corruzione, turbativa d'asta e peculato che vede indagate quattro persone. Oltre al sindaco il presidente Bcc Massimo Meschini, la dirigente Loretta Marucci e il vicedirettore Maurizio Carnevale. E' quello relativo al servizio tesoreria della Residenza protetta Lombrici Fusconi Renzi, un bando-fotocopia. «Come il primo - annota la procura - anche quest'ultimo risulta disertato dagli altri istituti di credito» e aggiudicazione provvisoria della Bcc. ANCHE per l'affidamento della Tesoreria comunale la Bcc era l'unica ad avere presentato l'offerta economica ('defezionata dagli altri istituti' perché non conveniente e con tempistiche troppo brevi). Il bando-Tesoreria - secondo l'attuale ipotesi accusatoria - «presenta profili di peculiarità, sintomatici di un accordo in essere con la Bcc in vista della definitiva attribuzione del servizio». Oltre ai tempi brevi il punteggio che aggiudicava al contributo del Tesoriere un punteggio alto (20 su 63). Contributo che in realtà - è la tesi accusatoria - fu erogato (e non si sa se corrisposto) solo dopo le verifiche della stessa Finanza che chiese perché la Banca non avesse ancora mai pagato, né il Comune richiesto la cifra. «L'unica plausibile spiegazione di tale anomalia - è spiegato - risiede nell'accordo, antecedente alla stipula del bando di gara intervenuto tra Alemanno e Meschini, in ordine alla non effettiva corresponsione (o alla non totale corresponsione) da parte dell'istituto del contributo di 20mila e 500 euro indicato nell'offerta». NELLE INDAGINI condotte dal procuratore Alessandro Cannevale e dai sostituti Patrizia Mattei e Michela Petrini emergono contatti (ben 53 telefonate) tra il primo cittadino e Maurizio Del Savio, direttore generale della Bcc (che non risulta indagato ma è stato oggetto di perquisizione, ndr). Contatti avvenuti tra dicembre 2016 e novembre 2018, «nell'arco temporale della pubblicazione e dello svolgimento dei bandi». TUTTO NASCE nel novembre 2016 quando Alemanno autorizza «illegittimamente» il prefabbricato adibito a filiale della Bcc. Secondo la procura in violazione di qualsiasi norma, anche emergenziale perché solo il presidente della Regione può autorizzare «strutture temporanee finalizzate a consentire la continuità delle preesistenti attività economiche e produttive danneggiate dagli eventi sismici». Tant'è. L'apertura della filiale avrebbe permesso alla Bcc una serie di benefici: partecipare al bando e aderire alla Convenzione Abi-Cdp per l'accredito quale istituto erogatore di finanziamenti agevolati in favore di privati e aziende danneggiate dal sisma. Un passaggio-chiave, sempre stando all'accusa, è rappresentato dall'adesione dello stesso Alemanno come socio della banca e la successiva richiesta di un finanziamento per 10mila euro: riserva dalla quale venne pagato anche il contributo come socio. «Il nostro operato è alla luce del sole e le istituzioni non devono mai temere di essere controllate» è la risposta del sindaco alla bufera giudiziaria. L'ennesima. «Ancora una volta siamo pienamente sicuri del cristallino operato della nostra amministrazione» anche se «non possiamo non rilevare il senso di stordimento ed incredulità di tutta la struttura amministrativa che sembra colpita da un altro terremoto».

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