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09/10/2021

Appalto e subappalto, stesso trattamento

ItaliaOggi - Daniele Cirioli

L'ispettore che accerti per i dipendenti del subappaltatore trattamenti economici e normativi inferiori a quelli dell'appaltatore principale può adottare un provvedimento di «disposizione», al fine di garantirne l'uguaglianza, coinvolgendo anche il committente legato al subappaltatore dal regime di responsabilità solidale. A precisarlo è l'ispettorato nazionale del lavoro, Inl, nella nota prot. 1507/2021, illustrando la novità prevista dal dl n. 77/2021 (convertito dalla legge n. 108/2021) nella regolamentazione degli appalti in ambito pubblico. Parità di trattamento. L'Inl si sofferma su quanto previsto dal comma 1 lett. b punto 2 dell'art. 49 che ha modificato il comma 14 dell'art. 105 del dlgs n. 50/2016, introducendo un vincolo per il subappaltatore di «riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, inclusa l'applicazione dei medesimi contratti collettivi nazionali di lavoro», a condizione che «le attività oggetto di subappalto coincidano con quelle caratterizzanti l'oggetto dell'appalto ovvero riguardino le lavorazioni relative alle categorie prevalenti e siano incluse nell'oggetto sociale del contraente principale». Il contratto collettivo. Innanzitutto, spiega l'Inl, la nuova norma va letta in connessione con quanto è stabilito dall'art. 30, comma 4, dello stesso dlgs n. 50/2016 in tema di principi di aggiudicazione ed esecuzione di appalti e concessioni, per cui al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni è applicato il contratto collettivo nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni di lavoro stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quelli il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l'attività oggetto dell'appalto o della concessione svolta dall'impresa anche in maniera prevalente. Individuato il contratto collettivo applicato dal contraente principale va, quindi, verificata la ricorrenza delle condizioni (coincidenza delle attività) e, in caso positivo, scatta a carico del subappaltatore l'obbligo di «riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale», in relazione alle stesse attività lavorative. Ok alla disposizione. Qualora nel corso delle attività di vigilanza vengano riscontrate, in relazione ai singoli istituti retributivi o normativi (ad esempio: ferie, permessi, orario di lavoro, disciplina delle tipologie contrattuali), condizioni inferiori rispetto a quelle previste dal Ccnl applicato dall'appaltatore, l'Inl ritiene che sia possibile, per l'ispettore, adottare un provvedimento di disposizione (art. 14 dlgs n. 124/2004) finalizzato a far adeguare il trattamento da corrispondere per tutto il periodo di impiego nell'esecuzione del subappalto. L'adeguamento retributivo, aggiunge l'Inl, determina naturalmente la ri-determinazione dell'imponibile ai fini contributivi che dà luogo ai conseguenti recuperi. Infine, l'Inl ricorda che sui differenziali retributivi e contributivi non corrisposti si consolida il c.d. regime di «responsabilità solidale» (art. 29 del dlgs n. 276/2003 e art. 1676 del codice civile).