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15/11/2019

Appalto del gas ultima chiamata per i sindaci irpini

Il Mattino

Domani riunione in Comune per approvare la convenzione
L'APPELLO
Flavio Coppola
Ventiquattro ore allo scadere dei termini per l'avvio della grande gara del metano. Il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, scrive ai 117 Comuni e fissa l'ultimo appuntamento prima del commissariamento da parte della Regione. Domani, alle 9:30, il capoluogo ha convocato tutti nell'aula consiliare di Palazzo di Città. Nella missiva, considerate le clamorose diserzioni registrate nelle ultime due sedute, Festa sottolinea con forza i vantaggi economici derivanti dall'avvio della procedura, che partirebbe con l'approvazione della convenzione dell'ambito realizzata ormai da mesi dal settore Ambiente. Ma anche le conseguenze, sia finanziarie che politiche, cui andrebbero incontro i comuni inadempienti. «In diverse convocazioni ricorda non è stata mai raggiunta la maggioranza qualificata». Se «la normativa impone che l'attività di distribuzione di gas naturale sia affidata esclusivamente mediante gara ad evidenza pubblica, per periodi non superiori a 12 anni», i rapporti concessori «in molti casi, sono scaduti tra la fine del 2009 e la fine del 2010, in altri, nel 2012». L'Irpinia, dunque, è in colpevole ritardo. «Dal 29 giugno 2011 scrive il sindaco del capoluogo - le gare per l'affidamento del servizio di distribuzione sono effettuate unicamente per ambiti territoriali. E' quindi opportuno procedere quanto prima, in applicazione alla normativa di settore, ad avviare la procedura ad evidenza pubblica». Se i sindaci, finora, hanno sottovalutato la portata di una partita enorme, che vale 120 milioni in 12 anni e può incidere in maniera decisiva sui costi e sui servizi dei cittadini, Gianluca Festa pone in risalto le opportunità dell' operazione. «Vale sottolineare continua - la convenienza per tutte le amministrazioni comunali interessate a procedere con sollecitudine all'effettuazione della gara, per i vantaggi che ne derivano». Si tratta, infatti, di incassare soldi dal gestore uscente. Quindi da Sidigas. «Con la cessazione del rapporto concessorio in atto, la quota di proprietà della rete di distribuzione spettante ad ogni comune, in virtù della valorizzazione dei finanziamenti pubblici e privati ricevuti dal gestore uscente, consentirà al comune di ricevere la corrispondente quota di vincoli-ricavi, determinata dall'Autorità per l'energia elettrica ed il gas in tariffa, e attualmente incamerata dal gestore». Al contrario, per le amministrazioni poco attente, scatteranno le penalizzazioni del caso. «E' bene sottolineare e considerare, anche per le conseguenze negative che ne potranno derivare alle nostre amministrazioni spiega nella lettera il sindaco di Avellino - che il protrarsi della gestione in essere produce un depauperamento». Questo non solo perchè «rimarrà non recuperabile il ritorno economico vantaggioso da ascrivere all'ammortamento degli impianti esistenti». Ma anche perché i comuni non potrebbero beneficiare del «miglioramento e potenziamento dei servizi sul territorio, nella predisposizione dei documenti di gara». Dal punto di vista politico, poi, c'è la sconfitta del commissariamento. «I termini fissati per l'avvio del procedimento della gara sono perentori conclude il primo cittadino avellinese -, mentre il loro mancato rispetto determina inottemperanza e l'applicazione della conseguente sanzione economica stabilita dalla legge nei confronti dei comuni inadempienti». Il messaggio, insomma, è chiaro. Affinchè la seduta sia valida, servirà la metà più uno dei sindaci. Stavolta non ci sono alibi per nessuno. La partita si incrocia direttamente con i destini della Sidigas. Gestisce il servizio in Irpinia dagli anni '80, sulla base di concessioni scadute da molti anni e proseguite con il sistema delle proroghe. Se l'iter verrà avviato, il Comune di Avellino fungerà da stazione appaltante. Predisporrà le linee guida per la gara, la aggiudicherà e stipulerà il contratto di servizio con il gestore aggiudicatario. Nel procedimento, sarà affiancato dall'assemblea dei sindaci, con poteri di indirizzo e controllo, e da un comitato di 15 primi cittadini dell'Atem. Il vincitore delle gara, si occuperebbe della distribuzione in tutta l'Irpinia e della gestione di una rete di 1.541 chilometri, che attualmente porta il gas a 434.000 abitanti.
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