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30/03/2021

Appalto dei rifiuti verso il quarto rinvio «E la città è sporca»

Il Messaggero

Opposizione critica con la giunta Arena: «Non c'è ancora un assessore e in consiglio non portano alcun progetto»
PALAZZO DEI PRIORI
Appalto dei rifiuti per il capoluogo, dopo tre anni di proroga in attesa del rinnovo è ormai scontato che si arriverà al quarto. A settembre scadrà il così detto appalto ponte, ma finora dei lavori preparativi alla presentazione del nuovo quadro del servizio (con molte criticità), in città e nelle frazioni, non c'è traccia. Il consiglio comunale, e i viterbesi, dopo tre sedute straordinarie dedicate all'argomento aspettano di conoscere l'idea dell'amministrazione Arena. Che annunciò di voler rivedere le linee guida dell'appalto già in campagna elettorale. Era il 2018 quando il centrodestra vinse le elezioni, al prossimo giugno saranno a tre anni.
«L'appalto? Ancora non si riesce a discutere di come modificare le linee guida, figuriamoci il resto». Per il capogruppo del Partito democratico, Alvaro Ricci, anche in questo settore «la situazione è «tragicomica: se un partito della maggioranza lancia un sondaggio sull'argomento pulizia della città, con tutti i problemi che ci sono, mentre del nuovo appalto non dicono una parola, qualcosa non torna». Secondo Ricci, molto critico come tutta l'opposizione sull'argomento, rimane emblematico «che in tre anni, con nove assessori in Comune, non ce ne sia uno con la delega all'ambiente e ai rifiuti, sempre in capo al sindaco. Non ci dicono tutto, forse».
Mettere uno stop alla situazione di proroga dovrebbe essere una priorità per l'ente, ma «invece di venire in consiglio e discutere di queste modifiche necessarie al servizio, si lanciano sondaggi al contrario. Si chiede ai cittadini di dare consigli per un servizio migliore: ma tu amministratore cosa pensi di offrire al cittadino-utente che paga? Non lo sappiamo», spiega Ricci.
La questione delle linee guida per l'appalto è centrale, anzi essenziale. Sono la spina dorsale del servizio di raccolta e pulizia a cominciare da quella più controversa e osservata per anni: la differenziata nelle zone esterne, rurali e residenziali, per le quali sono utilizzate le isole di prossimità, con i vecchi cassonetti; dovrebbe essere sostituite da un porta a porta unificato. «Attualmente sono vigenti quelle approvate dall'amministrazione Michelini - ricorda Giacomo Barelli, capogruppo di Forza civica - e che sappiamo tutti non più idonee visto i numeri attuali. Dovevano correggerle, ma non le abbiamo mai viste. Togliendo le isole i costi ovviamente aumenteranno, ma va studiato e verificato e poi confrontato in consiglio, per decidere. La domanda è sempre la stessa: quando? Settembre è prossimo, il 1° ottobre scadrà anche l'appalto ponte e si dovrà partire con il nuovo. Ma la mia impressione è che arriverà un'altra, l'ennesima proroga».
G.Re.
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