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24/07/2018

Appalto da 20 milioni per salvare la costa

Il Centro - Angela Baglioni

»EMERGENZA AMBIENTE/1 ABRUZZO
A Pescara il depuratore più grande della regione, dovrà disinquinare l'acqua del fiume. I lavori dureranno diciotto mesi
PESCARA Venti milioni di euro per salvare il mare. È il "Parco depurativo di Pescara", progetto messo in piedi dall'Ersi, l'Ente regionale di servizio idrico, che riguarderà sì la depurazione delle acque nel capoluogo adriatico, ma che esplicherà effetti su una porzione di costa certamente più ampia, e che dovrebbe vedere la luce in 18 mesi. Entro la fine dell'anno dovrebbero definirsi le procedure d'appalto. Sarà, alla fine, il più grande depuratore d'Abruzzo. Il progetto presentato ieri è finalizzato al disinquinamento ambientale del fiume Pescara, e alla razionalizzazione e potenziamento del sistema fognario-depurativo. La notizia supplementare, ma non meno importante, è che una volta partito, «sarà anche funzionale al rilancio dell'occupazione in un settore, quello dell'edilizia, che è in crisi da dieci anni», come ha sottolineato Tommaso Di Biase , direttore dell'Ersi. A illustrare l'intervento, nel corso di una conferenza stampa, oltre che Di Biase, anche Lorenzo Livello , dirigente dell'Aca. Dovevano partecipare Enzo Del Vecchio , segretario particolare della presidenza della Regione, e Marco Alessandrini , sindaco di Pescara, entrambi assenti. I SOLDI. I finanziamenti, ha sottolineato Di Biase, provengono dal Fondo di sviluppo e coesione. «Il progetto», ha detto, «è stato fortemente voluto e ottenuto dalla Regione Abruzzo a presidenza D'Alfonso , in collaborazione con Aca, Ato di Pescara, Arap e Comune. Il progetto», ha proseguito, è stato concepito con una serie organica, funzionale e autonoma di interventi, il cui costo complessivo è di 20 milioni di euro. LA TEMPISTICA. Gli interventi cono costituiti, in massima parte, dalla realizzazione di vasche di laminazione di prima pioggia, e da nuovi collettori fognari. Questi ultimi, una volta a regione, dovrebbero tra l'altro contribuire ad alleggerire la città di Pescara dal problema allagamenti, che si verificano ogni volta che piove. «Il programma»; ha aggiunto Di Biase, « è stato elaborato anche al fine di poter avviare i lotti previsti anche con una tempistica diversificata, ma senza trascurare l'obiettivo finale, nel pieno rispetto del Codice degli appalti». Le vasche di laminazione o di prima pioggia, per i non addetti ai lavori, servono a raccogliere i primi 5 millimetri di acqua caduta per ogni metro quadrato di superficie, quelli più problematici per la presenza di sostanze inquinanti che si sono concentrate sul suolo "secco". I PROFESSIONISTI. Per la realizzazione dei singoli lotti sono stati affidati incarichi professionali a esterni, tutti ingegneri. «Nessuna consulenza», ha specificato Di Biase. Si tratta di affidamenti inferiori ai 40mila euro, la soglia entro la quale si può precedere direttamente. «Oltretutto, l'Aca è priva di un ufficio di progettazione in grado di gestire un progetto integrato e complesso come quello di cui stiamo parlando». Una scelta, ha concluso, che deriva dal Codice degli appalti, «che indica la necessità di dividere i grandi lavori in lotti funzionali».

LA SCHEDA TECNICA

Prevede nove vasche per potenziare il sistema delle fogne

Nove vasche di prima pioggia da 30mila metri cubi, dislocate in altrettanti punti strategici del territorio comunale di Pescara. E ancora, interventi di sollevamento fognario, e nuovi collettori, opere che una volta in funzione, contribuiranno anche a limitare i disagi da allagamento vissuti dai cittadini di Pescara in occasione delle piogge. Sono alcuni degli interventi contenuti nel "Parco depurativo di Pescara". «Contiamo di appaltare le opere», ha detto l'architetto Tommaso Di Biase, presidente dll'Ersi,«entro 4-5 mesi, o al massimo entro la fine dell'anno». Gli interventi procederanno singolarmente, ma dovrebbero concludersi tutti nell'arco di circa un anno e mezzo, come ha sottolineato il dirigente dell'Aca, Lorenzo Livello. Le vasche saranno realizzate nelle zone collinari da nord a sud, oltre a quella che interesserà Fosso Vallelunga. L'area è finita più volte al centro di polemiche proprio per i continui sforamenti rilevati dai prelievi eseguiti dall'Arta, che hanno rilevato la presenze di colonie di inquinanti come Escherichia coli e Enterococchi sopra la soglia massima di tolleranza. Una circostanza che si verifica soprattutto in concomitanza con le piogge. «Il diciassettesimo intervento», ha spiegato ancora Livello, «riguarderà San Giovanni Teatino e prevede la riconversione della fognatura verso il depuratore di San Martino di Chieti, sgravando così quello di Pescara». Stessa sorte toccherà anche alla rete di Santa Teresa di Spoltore , che sarà fatta convergere sul depuratore San Martino di Chieti. «Tutte le opere», ha sottolineato ancora Livello, «vanno a integrare il programma di potenziamento del depuratore di Pescara di via Raiale», che alla fine vedrà aumentare la propria portata dagli attuali 4 mila ai 12 mila metri cubi previsti, in linea con le previsioni di legge in tema di depurazione.

Foto: com'è


Foto: comE SARà


Foto: VISTO DALL'ALTO

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