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24/11/2020

Appalto calore in Comune «Non ci fu danno erariale»

La Nuova Venezia - Alessandro Ragazzo

La Corte dei Conti ha archiviato la vicenda del rinnovo contrattuale segnalata dall'Anac di Raffaele Cantone. La sindaca: «È la fine di un attacco politico» noale
Alessandro Ragazzo / NOALELa Corte dei Conti di Venezia archivia la vicenda del rinnovo dell'Appalto Calore del Comune di Noale, dopo che poco più di un anno fa era giunta la bacchettata dall'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per le continue proroghe - quattro - sulla fornitura di calore nonostante il parere contrario del segretario generale. In pratica, non esiste alcun danno erariale fatto dal municipio. Dunque per l'organo dello Stato non ci sono irregolarità, dopo che nei mesi scorsi il Comune di Noale aveva inviato i documenti per capire se il percorso potesse essere inquadrato come un danno tributario. E la sindaca Patrizia Andreotti esulta, non esentando la minoranza di qualche stoccata. Tutto era partito il 4 ottobre 2019 con una lettera firmata direttamente dal presidente di Anac Raffaele Cantone per i prolungati rinvii, chiedendo di mettersi in regola con l'appalto quanto prima. Chiedeva, infatti, di affidarsi alla convenzione Consip, la "centrale acquisti" del Ministero dell'Economia e delle Finanze, oppure di indire una gara pubblica. E il Comune scelse la prima strada per il Servizio Energia, in particolare per la gestione calore degli edifici comunali per sei anni, dal primo ottobre 2020 fino al 30 settembre 2026. Ma dal momento della lettera di Cantone ci sono state delle forti polemiche tra maggioranza e opposizione, tra commissioni saltate e un paio di consigli convocati in seduta segreta, non proprio ben visti da Lega, Noalesi al Centro e Pd. Di contro, Andreotti si è sempre difesa spiegando che, poiché la questione riguarda l'operato delle persone, in questo caso di un funzionario, si possano secretare i verbali. Ora la sindaca si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Per legge la gestione degli appalti» spiega Andreotti «non può mai interessare la parte politica. Invece la nostra opposizione ha cercato in tutti i modi di cavalcare una situazione complessa per infangare la sottoscritta e la sua squadra, addossando una colpa che non poteva avere. Su questi temi c'è la separazione delle competenze tra parte politica e, appunto, gestionale. Ora la Corte dei Conti ha messo la parola fine in modo definitivo non solo al fascicolo in sé ma anche a un attacco politico che sottolinea, ancora una volta, la pochezza di contenuti di un' opposizione imbarazzante». Discussioni finite? Macché, perché uno dei più critici e battaglieri sulla questione, Fabrizio Stevanato (Pd), punzecchia ancora Andreotti e il suo gruppo. «In un consiglio straordinario» riferisce «con una mozione avevamo chiesto l'intervento della Corte dei Conti ma era stata respinta. Ora veniamo a sapere che la stessa sindaca ha fatto quanto da noi proposto e questo non può che farci piacere: significa così tranquilla non era. Ma ben venga l'assenza di danno erariale». --© RIPRODUZIONE RISERVATA