scarica l'app
MENU
Chiudi
02/10/2020

Appalto ambulanze Gli indagati sono sei per la gara sospetta

La Provincia Pavese - Maria Fiore

Oltre al direttore generale Brait (al quale è stata contestata anche la corruzione), un funzionario e quattro imprenditori l'inchiesta giudiziaria
Maria Fiore / VOGHERASei indagati per l'appalto delle ambulanze. Il contenuto di alcuni telefoni cellulari, compreso quello del dirigente dell'Asst Michele Brait, sotto la lente della finanza. Si allarga l'inchiesta della procura di Pavia, non ancora conclusa, sull'affidamento da parte di Asst dei servizi di trasporto sanitario affidati, nel 2017, alla cooperativa sociale First Aid One per Oltrepo e Lomellina. Un appalto da 2,3 milioni di euro, che, secondo l'indagine della procura, sarebbe stato viziato da irregolarità. Oltre a Michele Brait, direttore generale di Asst, che è indagato per turbativa d'asta, frode nelle pubbliche forniture e anche per corruzione, è coinvolto anche Davide Rigozzi, il funzionario amministrativo di Asst che ha predisposto il bando di gara, a cui la procura contesta la turbativa. amministratori della cooperativaNel mirino della procura anche l'amministratore della cooperativa First Aid One, Francesco Di Dio, e altre tre persone, considerate dalla procura amministratori di fatto della società: Antonio e Francesco Calderone, e Salvatore Pepe. I nomi sono contenuti nel decreto che accompagna la perquisizione compiuto a luglio negli uffici di Brait.Telefono e computer sequestratiDurante quella perquisizione sono stati prelevati documenti e materiale informatico, compreso il telefono cellulare del direttore generale. Brait ha chiesto di essere sentito dalla procura, ma ancora l'interrogatorio non c'è stato. «Abbiamo anche depositato una memoria difensiva che prova la correttezza dell'operato del direttore generale», spiega il legale difensore Marco Casali. la vicendaTutto ruota attorno alla gara di appalto con la quale, nel settembre del 2017, il servizio di trasporto «secondario» venne affidato alla First Aid One, la società cooperativa con sede legale a Pesaro e sede operativa a Bollate, nel milanese. In sostanza la ditta fornisce mezzi di trasporto per trasportare ricoverati da ospedale a ospedale della provincia oppure verso strutture di altre province o regioni. Lo scorso maggio c'era già stata una prima perquisizione, a cui era seguita quella di luglio. Ma qual è l'ipotesi della procura? Le indagini non sono ancora finite, ma secondo l'accusa l'appalto sarebbe stato spacchettato in due lotti, con una base d'asta inferiore alle tariffe regionali fino a quel momento applicate, e questo avrebbe impedito alle altre 25 associazioni che avevano gestito il servizio fino a quel momento di non partecipare. Ma a Brait è contestata anche la corruzione, per avere approvato un bando che conteneva irregolarità. Quali siano le utilità ricevute, però, è ancora da capire. --