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29/04/2021

Appalto al socio dell’assessore “Nessuna scelta inopportuna”

La Stampa - LORENZO BORATTO

Il sindaco sulla polemica per l'assegnazione dei lavori della videosorveglianza a Cuneo IL CASO
CUNEO Il Consiglio comunale ha discusso il caso dell'appalto per la videosorveglianza assegnato a un socio-finanziatore, in una società terza, dell'assessore Domenico Giraudo. Tema sollevato dal consigliere d'opposizione Beppe Lauria, ma nel dibattito anche un altro amministratore di minoranza, Ugo Sturlese, ha sostenuto che l'azienda vincitrice è senza i requisiti «tecnico-professionali» per l'appalto. Il sindaco Federico Borgna e l'assessore Giraudo hanno detto: «La procedura di gara la stabilisce la legge e la struttura del municipio ha seguito solo quella. Non ci sono state interferenze né inopportunità». La questione riguarda un appalto da oltre 120 mila euro, assegnato a inizio mese, per la videosorveglianza di corso Giolitti, vie limitrofe e isolato dei licei. Bando vinto da una società di Tarantasca, Inrete srl, il cui titolare Michele Chialva è anche socio in Ping-s srl dell'assessore a Smart city e politiche giovanili Domenico Giraudo. Lo stesso assessorato che bandiva la gara. Due anni fa Giraudo, Chialva e un terzo socio erano stati sospesi dal Consiglio di amministrazione della cooperativa sociale «Ping scs»: una richiesta fatta in via precauzionale dal Tribunale delle imprese di Torino, legata a un dissidio con un ex socio. Il tribunale torinese aveva detto che la costituzione a giugno 2018 della srl aveva creato una società «fotocopia» con un «possibile travaso di clientela». Le opposizioni avevano chiesto le dimissioni di Giraudo, respinte dalla maggioranza: «Solo una controversia tra privati». Sul «caso telecamere» Lauria ha detto in Consiglio l'altra sera: «Chi si è aggiudicato l'appalto risulta essere in affari con un amministratore. Uno può fare affari con chi vuole, nulla di illegittimo, ma c'è il senso dell'opportunità». Sturlese: «Interpellanza opportuna, si inquadra in una serie di avvenimenti che avevamo sollevato anni fa. Strano che su tre concorrenti abbia vinto il soggetto connesso con l'assessore: una società nata un anno fa, senza ancora un bilancio depositato e senza i requisiti per fare il lavoro, in pratica la presenza di ingegneri». L'assessore ha replicato: «Una gara telematica che privilegiava gli aspetti tecnici. Sono state invitate sei ditte, tre hanno presentato offerte. La scelta è stata fatta dagli uffici tecnici in piena autonomia, senza interferenze. La ditta che ha vinto ha garantito 10 anni di manutenzioni, contro i 60 mesi chiesti dal bando. Il titolare della ditta è investitore con una piccola quota di una startup innovativa di cui sono socio: nulla di illegittimo. La gara è stata gestita dal servizio appalti, individuando l'offerta più vantaggiosa per il Comune. Per quel bando avevo solo consultato il comitato di quartiere per capire dove installare le telecamere». Borgna ha dato una risposta politica: «Si adombrano atteggiamenti eticamente discutibili. È un ambito scivoloso, soprattutto quando si amministra una città medio-piccola dove tutti si conoscono. Ho verificato: nella procedura negoziata sono state invitate tutte le aziende che si occupano di questo settore, senza escludere nessuno: sarebbe stato inopportuno fare diversamente». Lauria si è detto «insoddisfatto»: «Potevo scrivermela da solo la risposta che avete dato. L'azienda che ha vinto non ha alcuni requisiti per l'appalto. E sono requisiti certificati da protocolli». - 16 aprile La Stampa ha sollevato il caso dell'appalto per la nuova videosorveglianza pubblica sotto i portici di corso Giolitti e vie limitrofe a Cuneo aggiudicato all'imprenditore socio dell'assessore comunale.

Foto: DANILO NINOTTO


Foto: L'appalto prevede l'installazione di telecamere della videosorveglianza nell'area di corso Giolitti