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02/05/2020

Appalti, verso regole “light” modello Ue Ecobonus e detrazione sisma fino al 110 %

Il Messaggero - L. Ci.

IL PROVVEDIMENTO
IL GOVERNO PREPARA LA STRATEGIA PER IL RILANCIO STRUTTURALE DI TUTTO IL SISTEMA PRODUTTIVO MA INTANTO NON C'È ACCORDO SU REDDITO DI EMERGENZA E AIUTI ALLE FAMIGLIE: A VUOTO IERI UN VERTICE DI MAGGIORANZA
ROMA Con una certa dose di ambizione, il presidente del Consiglio lo ha chiamato "decreto rinascita": è il provvedimento che seguirà quello originariamente previsto per aprile e ora atteso alla metà della prossima settimana, con l'ultima tranche di misure pensate per tamponare le ferite di imprese e famiglie. Proprio su questo testo però manca ancora l'accordo politico: per sciogliere nodi come il reddito di emergenza e gli aiuti alle famiglie non è bastato ieri sera un lungo vertice di maggioranza, che potrebbe essere aggiornato a domani. In seguito (ma non è esclusa nemmeno una parziale confluenza dei due pacchetti) dovrebbe essere la volta degli interventi finalizzati a correggere i difetti strutturali della nostra economia. La cura, nelle intenzioni, sarà a base di una massiccia dose di semplificazioni e sburocratizzazioni, a partire dal fronte degli appalti e delle opere pubbliche. LE NORME Le linee guida di questo processo sono state delineate nel Documento di economia e finanza e in questi giorni i tecnici governativi sono impegnati a trasformarle in norme ben definite. Su un doppio piano temporale: quello immediato, nel quale si tratta di far ripartire il sistema produttivo, con tutte le cautele e la gradualità necessarie e quello di medio periodo. Da subito ci sarà un drastico snellimento delle procedure necessarie per la ripresa in sicurezza, con obblighi di sicurezza nei confronti dei lavoratori e necessità di riorganizzare i luoghi e modalità di lavoro. La via maestra dovrà essere quella dell'autocertificazione, con successivi controlli da parte delle amministrazioni. La spinta a procedure molto più semplici e rapide di quelle attuali dovrà poi tradursi in una revisione delle attuali regole sugli appalti, che pure sono piuttosto recenti visto che l'ultima versione del codice risale a circa quattro anni fa. In una prima fase il principio potrebbe essere quello della deroga, ma il punto d'arrivo è una regolamentazione "leggera" sostanzialmente senza appesantimenti rispetto a quanto previsto a livello europeo e in grado di assicurare tempi certi per la realizzazione delle opere. Naturalmente non è la prima volta che nel nostro Paese vengono enunciati principi di questo tipo, ma finora il legislatore non è riuscito a trovare un equilibrio soddisfacente tra la necessità di velocizzare le procedure e quella di garantire gli opportuni controlli ambientali e di legalità. Il nuovo approccio dovrebbe essere esteso al commercio e in generale all'avvio di nuove attività imprenditoriali. E la stessa logica dovrà essere applicata, ma in modo ancora più incisivo, anche alla digitalizzazione del Paese, anche sulla spinta dell'accelerazione del cambiamento indotta dalle settimane di clausura. A proposito di lavori pubblici, tra le misure in arrivo c'è anche la definizione delle 29 opere prioritarie sulle quali puntare, idealmente con lo stesso modello con il quale è stato realizzato a tempo record il Ponte di Genova. Intanto però una spinta al settore delle costruzioni potrebbe venire, già con il prossimo decreto, dal drastico potenziamento del meccanismo del bonus per l'efficienza energetica e per la prevenzione anti-sismica. L'attuale percentuale di detrazione, che arriva al massimo a un già conveniente 85 per cento (in 5 o in 10 anni) verrebbe portata al 110 per cento: lo Stato quindi assumerebbe su di sé un onere anche maggiore di quello totale dei lavori, pur se con una diluizione nel tempo. LE INDICAZIONI Nello stesso provvedimento ci sarebbero anche più fondi per le forze dell'ordine impegnate nei controlli del rispetto delle misure di contenimento anti-Coronavirus e per gli straordinari dei militari operativi nel programma Strade Sicure. Per le forze dell'ordine sarebbe previsto uno stanziamento di circa 167,5 milioni, di cui circa 110 per l'indennità di ordine pubblico, 13 per gli straordinari e 40 milioni per gli equipaggiamenti, compresi i dispositivi di protezione. Nel precedente decreto cura Italia era stato incluso un cospicuo aumento del finanziamento al Fondo sanitario nazionale: una parte delle risorse era destinata al potenziamento degli straordinari di medici e infermieri. Ulteriori risorse sono in arrivo, finalizzate in buona parte anche alle assunzioni di alcune migliaia di infermieri.