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06/11/2018

Appalti velocizzati per curare il territorio

Corriere dell'Alto Adige

Maltempo in Alto Adige
Firmato da Kompatscher lo stato di calamità provinciale. In arrivo l'analoga misura dallo Stato Il direttore del demanio: «Tre anni per portare via gli alberi caduti». Messner critica Salvini
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha firmato ieri sera l'atto che istituisce lo stato di calamità naturale in tutto l'Alto Adige su proposta dell'assessore alla Protezione civile Arnold Schuler. «Al tempo stesso abbiamo anche presentato al presidente del consiglio dei ministri la richiesta di calamità naturale riconosciuta dallo Stato, e confidiamo che essa possa venire accolta già nelle prossime ore» spiega lo stesso Schuler. C'è dunque un doppio livello: da un lato il riconoscimento dello stato di calamità a livello nazionale, che riguarda soprattutto i danni causati al settore agricolo e permette rimborsi, agevolazioni fiscali e l'accesso a fondi. Dall'altro, lo stato di calamità a livello provinciale, già firmato ieri sera. Lo stesso Schuler spiega le conseguenze di questa importante decisione: «Lo stato di calamità provinciale ci consente, ad esempio, di snellire e sburocratizzare gli interventi necessari per il ripristino delle aree danneggiate. Si potranno infatti commissionare lavori senza dover seguire i consueti iter del codice degli appalti: i lavori saranno quindi assegnati in tempi BOLZANO brevi, così da poter avviare gli interventi necessari. Per adesso - aggiunge Schuler - abbiamo stabilito lo stato di calamità per tutta la provincia, per fare più in fretta, ma già nelle prossime ore provvederemo a restringerlo alle sole zone realmente colpite dal maltempo. Un'altra priorità è quella di trovare un modo per evitare che il legname raccolto venga immesso tutto in una volta sul mercato, perché farebbe scendere drasticamente il prezzo del legname, danneggiando i proprietari dei boschi. Stiamo studiando una soluzione». Per gli addetti ai lavori, recuperare una tale impressionante quantità di alberi sarà una sfida molto complessa e difficile, come spiega Josef Schmiedhofer, direttore del demanio della Provincia. «Sarà una sfida soprattutto logistica. In Alto Adige il vento ha infatti abbattuto almeno 1,5 milioni di metri cubi di legno, ovvero la quantità che di solito viene tagliata in tre, se non in quattro anni» sottolinea Schmiedhofer. «Il 40% di questi alberi - precisa il direttore del demanio finirà come legna d'ardere, soprattutto come cippato nelle centrali di biomassa, il resto speriamo di poterlo vendere alle segherie». Questa sarà comunque la destinazione finale, cioè l'ultima tappa di un percorso che va programmato attentamente: «Anzitutto vanno messe a posto le infrastrutture, visto che molte strade forestali sono franate e vanno quindi ripristinate. Il secondo problema logistico riguarda invece lo stoccaggio di queste immense quantità di tronchi. Impegneremo almeno tre anni - conclude Schmiedhofer - per portare tutti questi alberi fuori dai boschi. Inoltre, vista l'instabilità dei pendii, il lavoro sarà troppo pericoloso senza adeguati macchinari». Come noto, una delle zone più colpite è stata la Val d'Ega: nei boschi tra Nova Levante e Passo Carezza ci sarebbero circa 260.000 metri cubi di legname proveniente da alberi abbattuti, su un totale di 600.000 metri cubi a livello provinciale secondo le stime ufficiali. Non a caso, proprio in Val d'Ega si terrà oggi una riunione tecnica da parte del presidente della Provincia Arno Kompatscher, dell'assessore alla protezione civile Arnold Schuler, del presidente della comunità comprensoriale Salto-Sciliar e vice sindaco di Cornedo all'Isarco Albin Kofler, e del sindaco di Nova Levante Markus Dejori. Nel vertice verrà fatta un'analisi della situazione, per valutare le misure da adottare. Ieri, infine, il Re degli ottomila Reinhold Messner ha commentato le dichiarazioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini, secondo il quale un «malinteso ambientalismo da salotto» avrebbe avuto un ruolo nelle pesanti conseguenze del maltempo sul territorio. «Lui è un populista - ha detto ieri Messner alla Rai - e invece dovrebbe, dopo questa sciagura, mettersi a Roma a decidere su delle leggi, e portare l'Unione Europea a decidere per cambiare il nostro comportamento per salvare il territorio da queste sciagure». Luigi Ruggera

Foto: La vicenda


Foto: chuler «Cos ì i lavori necessari verranno avviati più in fretta»


Foto: Uragano Sopra, un bosco in Badia. Sotto, un traliccio piegato dal vento


Foto: ● Sono caduti in migliaia, quasi fossero stuzzicadenti, ma gli alberi abbattuti dall'ondata di maltempo erano, principalmente, robusti abeti rossi di decine di anni, alti e pesanti: come si nota bene dalle immagini scattate dall'alto, ora sono adagiati a terra, formando un impenetrabile tappeto di migliaia di tronchi. E la loro rimozione rappresenta uno dei principali problemi da risolvere


Foto: Un'altra priorità è tutelare i proprietari dei boschi dalla riduzione dei prezzi»


Foto: ● Proprio per questo l'assessore Arnold Schuler intende mettere a punto un piano provinciale per velocizzare il più possibile il recupero delle piante cadute

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