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04/09/2020

Appalti veloci e piste per le bici ok al decreto Semplificazioni

Il Messaggero - Fra. Bis.

LA SVOLTA
PROCEDURE MENO BUROCRATICHE PER GLI INTERVENTI DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE NELLE CITTÀ
ROMA Rifare il look alle città. Sembra il fil rouge delle modifiche apportate al decreto Semplificazioni. L'esame del provvedimento ha costretto le commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato a una maratona notturna. I tempi per trasformare il testo in legge sono infatti strettissimi. I termini scadono a metà settembre e il dl deve ancora passare per la Camera. Scontato a questo punto è il ricorso alla fiducia. Il voto finale è atteso venerdì ma potrebbe anche slittare a lunedì. Gli emendamenti approvati si sono concentrati sul delicato equilibrio tra rigenerazione urbana e salvaguardia degli edifici di pregio, tra ammodernamento degli stadi e rispetto delle indicazioni delle sovrintendenze. Tra le proposte approvate anche la possibilità di dare le priorità a bici e monopattini in strade ad hoc. Ma non mancano ritocchi anche su altri fronti. LE OPERE La disciplina speciale sugli appalti, che mira a sbloccare le opere, resterà in piedi per tutto il 2021 e non solo fino al luglio del prossimo anno. Quindi fino a tutto il prossimo anno il tetto per gli affidamenti diretti sarà pari a 150 mila euro. La proroga è giudicata «essenziale» dal sottosegretario al Mit Salvatore Margiotta, «anche per agganciare i fondi pubblici che saranno attivi con il piano Italia Veloce e con il Recovery Fund». La corsia preferenziale riguarda pure le aree di crisi industriale complessa, come Taranto e Piombino. La pubblicazione dei bandi diventa obbligatoria sia per gli appalti sopra che sotto soglia. In questo modo nel caso di procedure ristrette si apre la possibilità di candidatura anche per raggruppamenti d'impresa. Vengono sburocratizzati gli interventi di demolizione e ricostruzione, equiparati a mere ristrutturazioni edilizie, ma per le cosiddette «zone omogenee A», che grossomodo rispondono ai centri storici, restano dei vicoli. Basterà la Scia, la segnalazione certificata d'inizio attività, per l'avvio di interventi edilizi che riguardino scuole, università, residenze per studenti, ospedali, strutture sportive e di edilizia sociale. Un regime di semplificazione limitato nel tempo, valido per i lavori che cominciano entro il 2022, e riservato a investitori pubblici o istituzionali. L'emendamento rinominato sblocca-stadi è stato a lungo conteso tra i partiti di Governo. L'intesa si è poi trovata sulla proposta con primo firmatario il leader di Iv Matteo Renzi. Modifica sostenuta anche dal Pd ma osteggiata dai Cinque Stelle, che in effetti hanno votato contro. Vuoto colmato dalla Lega che nell'emendamento ha visto assorbite anche le sue richieste. La norma punta ad adeguare gli impianti a «standard internazionali di sicurezza, salute e incolumità pubbliche». Se le sovrintendenze reputano necessaria la tutela di alcuni «specifici elementi» possono dare indicazioni in tal senso ma secondo tempi contingentanti. LIMITI Arriva la «strada urbana ciclabile» con limite di velocità a 30 chilometri orari e priorità ai ciclisti nella circolazione. In queste lingue d'asfalto la precedenza spetterà a bici e monopattini. Nascono anche le «zone scolastiche urbane» all'interno delle quali i Comuni possono decidere limitazioni alla sosta e alla circolazione degli autoveicoli. Le amministrazioni locali potranno poi dare licenza di multare gli automobilisti anche ai propri dipendenti e agli addetti alla raccolta dei rifiuti.

Foto: Il sottosegretario ai Trasporti Salvatore Margiotta