scarica l'app
MENU
Chiudi
30/05/2020

Appalti truccati per spartirsi una ” torta” di 103 milioni

Gazzetta del Sud

Operazione" Water front": 63 misure cautelari
Duro colpo alla' ndrangheta: la Dda di Reggio indaga 57 imprenditori, tra cuil' on. Furgiuele
Piero Gaeta REGGIO CALABRIA La torta degli appalti era golosae valeva circa 100 milioni di euro. Una cifra spaventosa, da fare perdere la testa alla' ndranghetae ad alcuni imprenditori. Per spartirsi quella " torta" si sarebbe costituito un cartello di imprese che riuscivano ad ottenere quei grossi appalti grazie anche alle"a gevolazioni" della cosca Piromalli di Gioia Tauro- forse la più potente del panorama 'ndranghetistico- frodando sistematicamente la Regione Calabriae l'Unione Europea.A infliggere un colpo durissimo agli" appet iti" dei Piromallie degli imprenditori che ruotavano intorno ad essa, sono statii finanzieri del Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio Calabriae dello Scico che, coordinati dal procuratore aggiunto Gaetano Pacie dal sostituito Gianluca Gelso della Dda reggina, hanno messoa puntol' operazione" Waterf ront" che ha fatto emergere un sistema di cui, secondol' accusa, facevano parte 57 imprenditori che con decine di imprese si sarebbero aggiudicati 22 appalti pubblici nel periodo compreso tra il 2007e il 2013 assegnati dalle stazioni appaltanti dei Comuni di Gioia Tauroe Rosarno, nonché dalla Stazione Unica Appaltante di Reggio Calabria. Un sistema" malato" che si reggeva anche grazie alla collaborazione di funzionari pubblici infedeli, trai qualil' ingegnere Giovanni Fiordaliso, del Compartimento Anas di Reggio Calabria, già sospeso nel 2017 perché coinvolto nell' inchiesta " Cumbert azione". Tra gli indagati spicca il nome del deputato leghista Domenico Furgiuele, 38 anni, di Lamezia. Le indagini, corroborate da consulenze tecniche disposte dalla Dda, hanno accertato: la turbativa di 15 gared' appalto tra il 2014e il 2016 indette per la realizzazione di grandi opere pubbliche nei comuni di Polistena, Rizziconi, Gioia Tauro, Gerace, Reggio Calabria, Santo Stefano in Aspromonte, Maropati, Grotteria, Galatro, San Giorgio Morgeto, Siderno, per un valore di oltre 58 milioni di euro. Sarebbe stato individuato un illecito cartello costituito da 43 imprese aventi sede in diverse regionie articolato in cordate (calabrese, romana, toscana, sicilianae campana) che hanno partecipato,a vario titolo, ai pubblici incanti investigati, determinandone indebitamente l' esito, attraverso la presentazione di offerte precedentemente concordate, garantendo, in tal modo,l' aggiudicazione degli appaltia una delle imprese del cartello. Secondoi magistrati, anche laddove il" cartello" non avesse vinto, venivano messe in atto manovre (sotto forma del subappaltoo della procedura di nolo) al fine di controllare la garae la conseguente esecuzione dei lavori affidata, comunque, alle imprese delle varie cordate. Gli investigatori della Finanza avrebbero poi concentrato la loro indagine sulla turbativa di altre7 gared' appalto, conseguenti allo stanziamento (tra il 2007e il 2013) di fondi comunitari per un importo complessivo di circa 42 milioni di euro, destinati alla riqualificazione delle aree urbane di Gioia Tauro, Rosarnoe San Ferdinando,e dei relativi lungomare, in attuazione di Progetti Integrati di Sviluppo Urbano (i famosi Pisu) previsti dal" POR Calabria Fesr 2007-2013 Asse VIII Città Obiettivo Specifico 8.1. "Cittàe Città ed Aree Urbane". Queste condotte delittuose, secondol' accusa, sono risultate aggravate dalla finalità di agevolarel' att ività della cosca"Pi romalli" di Gioia Tauro che siè assicurata una rilevante" tangente ambientale", garantendo la realizzazione dei lavori. In questo sistema, quindi, sostenuto da un" collante" fatto di imposizione' ndranghetisticae collusione, lo scopo perseguito dal sodalizio criminale sarebbe stato quello di garantirsi il controllo dell' intero sistema delle gare pubbliche indette dalle stazioni appaltanti calabresi.

Foto: L' indagine La Guardia di Finanza ha monitorato molti appalti, riscontrando le irregolarità


Foto: Indag ato Domenico Furgiuele è un deputato della Lega di Salvini