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10/06/2020

Appalti truccati per la cosca: i Granchi si difendono

QN - La Nazione

VOLTERRA Si sono svolti davanti il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pisa Giuseppe Laghezza gli interrogatori di garanzia, delegati da Reggio Calabria, per i tre indagati della zona nell'operazione Waterfront su presunti appalti pilotati per favorire la 'Ndrangheta, più precisamente l'ala imprenditoriale della cosca Piromalli, operante nella piana di Gioia Tauro. Un'inchiesta arrivata, anche in Valdicecina. Le indagini coordinate dalla procura della Repubblica, Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, si sono concentrate su un presunto sodalizio composto da imprenditori e pubblici ufficiali ritenuti responsabili, a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta aggravata dall'agevolazione mafiosa, frode nelle pubbliche forniture, corruzione. Coinvolti, appunto, molti imprenditori sparsi in tutto lo Stivale. Sono quindi comparsi davanti il giudice pisano Jacopo Granchi e Rossano Granchi, per i quali è stato disposto il divieto temporaneo di svolgere attività d'impresa. Entrambi assistiti dall'avvocato Francesco Virgone del foro di Pisa, si apprende, hanno risposto a tutte le domande per chiarire la loro posizione e sottolineare, la loro estraneità ai fatti. Tutte ragioni per le quali, tramite il proprio legale, impugnano l'ordinanza di applicazione delle misure cautelari davanti il tribunale del Riesame. Con loro nell'inchiesta è finita anche Marzia Granchi sottoposta all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana. C.B.