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26/06/2020

Appalti truccati: la manutenzione piena di buchi

Corriere della Sera - Gianni Santucci

Inchiesta Atm, le ricadute su lavori e controlli
Impianti lasciati sporchi e dunque pericolosi, bulloni svitati, ritardi negli interventi in galleria. E ancora: operai non qualificati e ditte «amiche» coperte di fronte alle contestazioni aziendali. Ecco tutti i buchi nella manutenzione del metrò che emergono dall'arresto del funzionario Atm Paolo Bellini.

alle pagine 2 e 3

«Ma sono cosi sporchi i cassonetti?».


«Mamma mia! La lanella ovunque, non li hanno proprio aperti».


«Non lo sapevano che dovevano aprirli?»


«Nella checklist c'e scritto. "Aprire cassonetti e pulire tutto". Evidente. Non li hanno proprio toccati».


Telefonata del 17 dicembre 2018. Il funzionario di Atm Paolo Bellini (arrestato e sospeso) parla con un suo collega (indagato) che ha mandato una contestazione a un'azienda.


Il dialogo apre uno scenario denso di dubbi: perché la corruzione non è soltanto un affare di soldi, ma ha ricadute sui lavori. Qui si parla di manutenzione degli impianti del metrò. E appare chiaro che la ditta «protetta» di Bellini (ne è socio occulto) lavora male. Su un tema sensibile: perché la maggior parte dei problemi della metropolitana negli ultimi anni (frenate d'emergenza indebite e vibrazioni) hanno a che fare proprio con la manutenzione. Un settore nel quale Bellini si vantava d'aver preso una sorta di monopolio, grazie alle aziende esterne che manovrava in nero.


La pulizia delle porte di banchina (alla quale si riferisce la telefonata) è stata individuata proprio come una delle cause delle frenate improvvise.


Come si comporta il funzionario corrotto? Da una parte copre le carenze delle ditte amiche (e infatti redarguisce chi ha contestato: «Prima di scrivere queste cose parliamone»), dall'altra si altera con la ditta. Non perché abbia a cuore la cura del lavoro e la sicurezza dei passeggeri, ma solo per paura di essere scoperto: «Siccome sulle porte ci intervengono anche altri reparti», non può accadere che resti scritto che le pulizie sono corrette «ma invece non sono state fatte».


Il giudice delle indagini preliminari identifica così il cuore del malaffare: «Nei casi in cui il controllo viene invece affidato solo al proprio reparto, allora (l'azienda amica di Bellini, ndr ) può permettersi di lavorare con superficialità».


Alcune ditte esterne che curano per Atm un settore strategico come la manutenzione del metro hanno beneficiato dunque di avvertimenti in caso di ispezioni, blocco delle contestazioni, distorti aiuti sia dal punto di vista tecnico, sia amministrativo. Conseguenza: le aziende che lavorano in un regime tanto distorto espongono la circolazione della metropolitana a guasti e rischi continui.


Frasi che alimentano preoccupazioni: «Io come direttore lavori non ti applico la penale perché i bulloni si son svitati, mettiamola così, però non faccio una bella figura». Senza alcuna considerazione del potenziale pericolo di bulloni che si svitano tra impianti e binari sui quali passano i treni.


A settembre 2018 Bellini avverte la «sua» ditta che arriverà un'ispezione: e si raccomanda che si facciano trovare «in ordine con tutta l'attrezzatura antinfortunistica, facciano una manutenzione con i crismi, mettano giu le lampade rosse lampeggianti». Come dire, in tutte le altre notti fate come volete, ma siate in regola quando vengono i controlli. Intorno all'ispezione emerge un aspetto ancor più critico, perché il funzionario si raccomanda di non far scendere in galleria un operaio non qualificato: «Lui non ha finito il corso, non lo ha superato. Ma non è tanto quello, è che loro hanno un elenco di nomi e deve corrispondere al personale che avete voi giu lì, altrimenti salta fuori il casino». Quell'operaio, al di fuori della notte dei controlli, ha sempre lavorato come se nulla fosse.


Un'altra ditta, a inizio 2019, non riesce a partire coi lavori. Ha accumulato 8 mesi di ritardo. Bellini si infuria: «Non sta più in piedi un discorso simile, cioè non riesco più a giustificarlo». Anche i ritardi, come i bulloni che si svitano e i congegni sporchi, sono danni per l'azienda e i passeggeri.

gsantucci@corriere.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

150

Milioni di euro
è il valore complessivo delle otto gare d'appalto collegate
ad Atm
finite sotto
la lente degli inquirenti. Il meccanismo sarebbe stato applicato
già nel 2006

67

Le migliaia
di euro
in contanti sequestrati
ieri dalla Guardia
di Finanza: 17mila euro in a casa di Paolo Bellini e 50 mila euro nelle
sedi di società
a lui riferibili


Chi è

Paolo Bellini (nella foto)
è il funzionario di Atm, ora sospeso, finito in carcere lunedì assieme ad altri 11

Secondo l'accusa Bellini avrebbe truccato almeno 8 gare dell'Azienda
dei trasporti milanesi incassando tangenti da colossi come Siemens e Alstom (alcuni
manager sono stati arrestati)

Il funzionario sarebbe anche riuscito
a inserirsi nei subappalti
con società a lui riferibili, con «doppio ruolo» di pubblico ufficiale e imprenditore «occulto»


5


I punti dell'indagine

Mazzette e gare

Tredici in arresto

L'inchiesta della Procura di Milano riguarda presunte tangenti e appalti truccati all'interno di Atm, l'azienda dei trasporti del Comune. Tredici gli arrestati con l'accusa di associazione per delinquere, corruzione, turbativa d'asta, abuso d'ufficio.

1

Sotto la lente

8 gare per lavori

Decine i presunti episodi corruttivi, in particolare nel settore degli appalti per l'innovazione e manutenzione delle linee metropolitane cittadine. Sotto la lente degli inquirenti sono finite otto gare d'appalto per un importo complessivo
di 150 milioni

2

Il ruolo chiave

nell'Unità impianti

Accanto a molti manager di imprese fornitrici, due arrestati sono funzionari dell'Atm: uno, Paolo Bellini, responsabile dell'Unità amministrativa tecnica complessa sugli impianti di segnalamento delle linee Metropolitane 1,2,3 e 5, è la figura centrale dell'indagine

3

Un meccanismo

che risale al 2006

Il meccanismo, che risalirebbe addirittura al 2006, sarebbe questo: alle imprese Bellini offriva informazioni privilegiate - rubate a Atm - e sopralluoghi. Questo in cambio
di denaro e dell'impegno delle società riconducibili a Bellini stesso

4

Dati sottratti

e colleghi «amici»

Il funzionario avrebbe anche pilotato alcune assunzioni in Atm, favorendo soggetti privi di competenze, ma legati alle imprese compiacenti. I neoassunti entravano gruppo di lavoro alle dipendenze di Bellini, garantendogli così riservatezza


Foto:

Loreto

La banchina della fermata sulla linea verde del metrò

( foto Corner )