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25/06/2021

Appalti truccati, denaro sporco e frodi fiscali La Guardia di Finanza incastra i ricchi evasori

QN - La Nazione

MASSA Ci sono reati che spesso sfuggono persino alla polemica da social. Comportamenti striscianti e pericolosi, spesso persino tollerati se non emulati perché 'fregare' lo Stato, in fondo, non è un male così grave. E' la sindrome da furbetto che, come quella di Stendhal, affascina tante, troppe persone. Ed è contro questi reati, spesso nel silenzio e nell'ombra, che opera ogni giorno la Guardia di Finanza: un lavoro minuzioso, fatto di indagini e ricerche utilizzando le migliori tecnologie, in cui si incrociano dati e dichiarazioni per beccare chi ogni anno sottrae decine di milioni di euro allo Stato, pure all'ombra delle Apuane. Il bilancio delle attività del 2020 è stato presentato ieri mattina alla caserma del comando provinciale, alla presenza del prefetto Claudio Ventrice, per il 247° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza. Numeri che danno la dimensione del fenomeno: nel 2020 le Fiamme gialle massesi hanno eseguito 817 interventi ispettivi e sviluppato 150 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile. Anche se sono state sospese le attività in materia tributaria e del lavoro, a causa dell'emergenza sanitaria, i casi più gravi non sono sfuggiti alla rete delle Fiamme Gialle: portati a termine ben 131 interventi ispettivi nell'ambito degli illeciti tributari e di 10 indagini delegate dalla magistratura, che hanno permesso di denunciare 27 soggetti e accertare reati riferibili principalmente all'utilizzo e all'emissione di fatture false, all'occultamento di scritture contabili e all'omissione delle dichiarazioni fiscali e del versamento di ritenute dovute o certificate. E sono i settori più ricchi quelli dove ancora una volta le Fiamme Gialle hanno trovato il grosso del marcio. Come un'impresa del settore della nautica: la violazione dell'omesso versamento delle ritenute ha portato a un sequestro preventivo di 3 milioni e 700mila euro. Una misura che ha avuto i suoi effetti: dopo gli accertamenti e il sequestro la società ha pagato all'Erario quanto dovuto, ovvero oltre 8 milioni di euro. Altri 4 milioni e 200mila euro è il valore dei beni sequestrati per reati legati alle imposte dirette e Iva. Poi c'è chi proprio il fisco non lo ha mai visto: economia sommersa che sottrae tutto quanto allo Stato. Cinque i soggetti beccati, evasori totali per una somma di 7 milioni 422mila e 920 euro oltre a un'Iva di 882.363 euro. Stavolta le società 'apri e chiudi' riguardavano il commercio dei metalli ferrosi. Nel mirino poi i reati che hanno coinvolto a qualsiasi titolo la pubblica amministrazione: il giro di fondi pubblici è enorme e soprattutto in crescita anche a causa della pandemia. Ben 20 interventi a tutela dei principali flussi di spesa: dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 15 deleghe d'indagine della magistratura ordinaria. Un ente pubblico, in particolare, ha affidato per anni lavori in maniera diretta a una cooperativa senza rispettare codice degli appalti e linee guida dell'Anac, per oltre 520mila euro. Le indagini hanno portato alla denuncia di 7 dipendenti per il reato di abuso d'ufficio. Individuazione di capitali illeciti: denunciato un soggetto che era riuscito a realizzare un riciclaggio di denaro di 565.201 euro nel settore degli autotrasporti. Per l'ipotesi di autoriciclaggio sono stati effettuati due interventi, conclusi con la denuncia di 3 responsabili a piede libero per un importo complessivo di 200.000 euro. E ancora torna un'azienda nel settore della nautica: il liquidatore della società in concorso con il figlio aveva sottratto alla società ben 2.656.598 euro tramite più operazioni bancarie con le quali erano riusciti a dirottare i soldi sui propri conti. Per i reati societari e fallimentari, denunciati 74 soggetti e accertati beni sottratti alle procedure fallimentari per un importo di 7.974.281 euro e sottoposto al sequestro 1.820.606 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA