scarica l'app
MENU
Chiudi
25/06/2020

Appalti truccati, 13 arresti a Milano

Avvenire - DAVIDE RE

BUFERA SULL'ATM
Nel mirino della Procura i lavori sulla linea M2: 8 gare per 150 milioni di euro Carcere per due dirigenti pubblici e manager di società private. Il sindaco Sala: «Le malefatte di pochi non infanghino l'azienda»
Milano U na serie di appalti per le manutenzioni delle metro, in particolare sulla linea M2, cittadine ha "terremotato" ieri Atm, l'azienda di trasporto pubblico milanese, società fiore all'occhiello dell'amministrazione comunale meneghina. La Guardia di Finanza, su richiesta del Gip della Procura di Milano, Lorenza Pasquinelli, ha eseguito 13 arresti (12 in carcere e uno ai domiciliari) tra dirigenti dell'azienda pubblica e manager di società private, accusati di corruzione, turbativa d'asta, peculato, abuso d'ufficio e falsi in atti pubblici. Trenta in tutto le persone indagate, oltre ad 8 società: in pratica la procura contesta la regolarità di 8 gare d'appalto, per un totale appunto di ben 150 milioni di euro. Ma quello che emerge dal quadro investigativo tratteggiato dagli inquirenti milanesi è allarmante. L'indagine, effettuata anche tramite intercettazioni, avrebbe fatto emergere «importanti elementi di colpevolezza», dicono ancora gli inquirenti, a carico dei due dipendenti pubblici infedeli (Paolo Bellini e Stefano Crippa, ndr), tanto da parlare di un vero e proprio "sistema", capace tra ottobre 2018 a luglio 2019, di condizionare diverse gare e di fruttare "dazioni" per 125mila euro. L'inchiesta si incrocia inoltre anche con gli accertamenti su una serie di incidenti avvenuti sulla linea 1 della Metropolitana Milanese, quelli sulle "frenate brusche" che hanno provocato negli ultimi mesi alcuni feriti. «Sono stati raccolti - scrivono gli investigatori negli atti - elementi relativi ad un ulteriore e più risalente episodio di corruzione, avvenuto nel 2006 per l'assegnazione dell'appalto relativo al sistema di segnalamento della linea Metropolitana M1, nel cui contesto sono emerse le recenti criticità (frenate brusche d'emergenza) che hanno investito la linea rossa». «Ad oggi non abbiamo trovato nelle carte una correlazione diretta tra le frenate brusche e i fatti spiacevoli di cui parliamo, per quello che abbiamo letto», ha replicato il direttore generale di Atm, Arrigo Giana, intervenendo ieri pomeriggio a Milano nel corso della commissione comunale congiunta Mobilità ed Enti Partecipati, affrontando appunto il tema dell'indagine sulle gare di appalto dell'azienda. Atm si è dichiarata totalmente estranea ai fatti e ha sospeso i due manager. Tuttavia, il provvedimento non è stato sufficiente a placare le polemiche politiche. Il centrodestra, che è all'opposizione a Milano, ha attaccato il Comune retto da una maggioranza di centrosinistra chiedendo chiarezza e agitando il fantasma dell'inchiesta di "Mani pulite" degli anni '90. «Ovviamente mi aspetto provvedimenti immediati da parte dell'azienda nei confronti di chi è stato coinvolto nei procedimenti giudiziari e una seria verifica dei processi aziendali. Le malefatte di pochi non infanghino azienda», è stata la netta presa di posizione del sindaco di Milano, Beppe Sala. Sempre a seguito dell'inchiesta di Milano, perquisizioni sono state disposte in tutta Italia, dal capoluogo lombardo a Savona, a Bologna, Firenze, Napoli e Pescara. Secondo gli investigatori, vi sarebbero stati «decine di episodi corruttivi e di turbativa d'asta maturati in particolare nel settore degli appalti per l'innovazione e la manutenzione» e che avrebbero coinvolti esponenti di aziende private quali Siemens Mobility, Alstom Ferroviaria, Engineering Informatica.