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02/07/2021

Appalti, sindacati in piazza «Rivedere norme e tutele»

Il Piccolo di Trieste - Andrea Pierini

il presidio di Cgil, Cisl, Uil e Fiadel a difesa dei lavoratori dei servizi pubblici
Andrea PieriniTimori per i posti di lavoro, per gli stipendi e per i servizi ai cittadini. Cgil, Cisl, Uil e Fiadel hanno protestato a livello nazionale con dei presidi davanti alle prefetture, a Trieste in piazza dell'Unità d'Italia, per chiedere che l'articolo 177 del Codice degli appalti venga cancellato. La norma prevede che le aziende concessionarie esternalizzino l'80% di tutte le attività, questo anche nel caso in cui l'impresa abbia degli operai a contratto. Nel comparto dell'igiene ambientale si parla, secondo i sindacati, di 1.500 persone in Friuli Venezia Giulia, alle quali però vanno aggiunti tutti i dipendenti delle società che si occupano di luce e gas, escluse le realtà che si occupano di acqua. «Il rischio - spiegano i sindacati - è che si perdano migliaia di posti di lavoro, avviando una stagione di disfacimento del settore. Si tratta di una norma che va corretta immediatamente perché, da una parte, obbliga le aziende a spezzettare rapidamente il servizio con gare al ribasso, e, dall'altra, destruttura un servizio fondamentale, privandolo di professionalità cresciute negli anni». Virgilio Toso della Cgil Fp definisce il comparto dell'igiene ambientale come «uno dei comparti economicamente più importanti in grado di fornire un servizio pubblico essenziale e finanziato con le tasse dei cittadini. Esiste il rischio di un aumento delle imprese esterne con la conseguente mancanza di tutela per il personale, la mancanza di garanzie contrattuali negli appalti e la proliferazione dei contratti di precariato. A questo si unisce il rischio di un lucro privato con i soldi dei cittadini per un servizio pubblico». Franco Gei, segretario regionale Fiadel, va all'attacco del Governo che «dimostra sensibilità per tante realtà del mondo del lavoro, cosa che manca nei servizi pubblici. Abbiamo per questo deciso di protestare per difendere i lavoratori». Diego Stefani, dell'esecutivo regionale della Cisl Femca e nelle Rsu Acegas, evidenzia come «l'articolo 177 sia nato per evitare infiltrazioni mafiose, una soluzione inutile e addirittura nociva. Alcune forme contrattuali rischiano una revisione dal punto di vista contributivo e i lavoratori di perdere diritti». --