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01/06/2019

Appalti, si salva chi rateizza

ItaliaOggi - FRANCESCO CERISANO

In arrivo un subemendamento al dl sblocca cantieri per mettere d'accordo Lega e M5S
Così l'impresa che ha evaso tasse e contributi resta in gara
Non si potranno escludere dalle gare d'appalto le imprese che non hanno pagato imposte, tasse e contributi previdenziali ma hanno manifestato la volontà di mettersi in regola rateizzando la cartella. Sarà un subemendamento del senatore pentastellato Mauro Coltorti al decreto legge sblocca cantieri (atteso martedì alla ripresa dei lavori in senato) a gettare acqua sul fuoco nell'ennesimo screzio tra Lega e MoVimento 5 Stelle. Oggetto del contendere l'esclusione dalle gare delle imprese non in regola con tasse e contributi anche nel caso in cui le violazioni non siano definitivamente accertate. Una disposizione, inserita nel testo originario del decreto legge (dl n.32/2018) che aveva subito prodotto una levata di scudi da parte delle categoria professionali (in primis commercialisti e professionisti tecnici) che lamentavano l'istituzione di «uno stato di polizia tributaria» (si veda ItaliaOggi del 3 maggio). Tanto che il relatore M5S Agostino Santillo aveva subito promesso il dietrofront della maggioranza, annunciando la completa cancellazione della norma incrinata. Giovedì sera tuttavia nel pacchetto di emendamenti depositati in aula (tra cui si segnala quello della Lega che propone una sospensione chirurgica del codice appalti fino al 31 dicembre 2020 per rilanciare gli investimenti pubblici e facilitare la riapertura dei cantieri, si veda ItaliaOggi di ieri) è spuntata a sorpresa anche una proposta di modifica targata 5 Stelle che rischia di riportare tutto al passato. Alzando nuovamente il livello dello scontro con la Lega che al rigore dei Pentastellati contrappone un atteggiamento più morbido nei confronti delle imprese. La proposta di modifica ripristina l'esclusione dalle gare delle imprese che non hanno pagato imposte, tasse e contributi e le cui violazioni non siano state ancora accertate in via defi nitiva. Vengono però introdotte signifi cative novità. Innanzitutto si parla espressamente di «violazioni gravi» che spetterà alla stazione appaltante valutare «anche con riferimento al tempo trascorso dalla violazione». In secondo luogo per far scattare l'esclusione sarà necessario che le violazioni siano state contestate alle imprese in «atti amministrativi esecutivi» (avviso di accertamento per imposte e tasse e avviso di addebito per quanto riguarda i contributi previdenziali). Il subemendamento Coltorti, su cui Lega e M5S dovrebbero trovare la quadra, darà una chance in più alle imprese. Basterà chiedere la rateazione della cartella per non poter più essere esclusi dalle gare da parte delle stazioni appaltanti. Nell'attuale formulazione del dl 32 non si parla, infatti, di rateazione ma si prevede che l'esclusione dalla gara non possa avere luogo «quando l'operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, ovvero quando il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l'estinzione, il pagamento o l'impegno si siano perfezionati anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande».