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01/07/2020

Appalti senza gare, tensioni sull’ipotesi Divide anche la Cassa fino a fine anno

Avvenire - MARCO IASEVOLI

Politica ed economia LE MISURE
Nella bozza delle semplificazioni affidamenti diretti e procedure semplificate per un anno. Renzi contro la proroga della Cig sino a fine 2020. Conte: decontribuzione per chi non vi ricorre
Roma A nche l'atteso decreto Semplificazioni, che il premier Giuseppe Conte vorrebbe approvare in Consiglio dei ministri giovedì, rischia di diventare un problema per la tenuta di maggioranza. Al vertice previsto oggi a Palazzo Chigi, i capigruppo arriveranno con il coltello tra i denti. I pentastellati per alcune norme che sembrano simil condoni, il Pd per gli eccessi di deroghe sugli appalti, la sinistra per la natura sostanzialmente "liberista", benché emergenziale, del provvedimento. L'obiettivo che ha fissato il premier, quindi, è in dubbio: perché un varo senza le garanzie dei numeri in Parlamento, e specie al Senato, sarebbe controproducente. Anche perché in parallelo al dl Semplificazioni corre la richiesta di nuovo scostamento del deficit, cui è collegato un decreto Rilancio- bis che rischia di arenarsi sul capitolo di maggiore spesa: la cassa integrazione. Le bozze di dl Semplificazioni circolate negli ultimi giorni - tra l'altro oggetto di forti polemiche perché i gruppi di maggioranza le ritengono «non condivise» da Palazzo Chigi - hanno un punto forte: un anno di regime straordinario per gli appalti, fino al 31 luglio 2021, con affidamento diretto per le commesse fino a 150mila euro, procedure negoziate e consultazione di cinque operatori fino alla soglia comunitaria (5 milioni) e, di nuovo, procedure accelerate (ristretta o competitiva con negoziazione) per i grandi appalti indicati da appositi Dpcm. In più, stando alle bozze, sopra la soglia comunitaria ci sarebbe anche una deroga a tutte le norme salvo quelle penali e antimafia, sulla falsariga del "modello Genova" che non piace a tutti, soprattutto non convince il Pd e la ministra alle Infrastrutture Paola De Micheli per i forti rischi in termini di legalità. Anche i pentastellati sono frenati, anche se l'idea base viene da due loro esponenti di punta al Mise e al Mit: Stefano Buffagni e Giancarlo Cancelleri. Il menu delle semplificazioni - alcune bozze parlano di 48 articoli, altre di 65 - comprende anche procedure speciali e corsie veloci per gli interventi "verdi", per la digitalizzazione (compresa la banda larga) e per gli interventi privati di demolizione e ricostruzione che faranno parte di piani di rigenerazione urbana. Termini certi - inoltre - per la Valutazione di impatto ambientale (Via) con la possibilità di fare ricorso al Consiglio dei ministri e chiedere un indennizzo se la decisione non arriverà entro i termini definiti. Prevista una riforma della responsabilità erariale per sgravare di "paure" amministratori e dirigenti pubblici e una limitazione del reato di abuso di ufficio. Ci sono misure - da qui il fumus del condono - per regolarizzare le pratiche edilizie (anche relative ad abusi sanati). Sono tutti temi politicamente sensibili e sui quali anche i sindacati ieri hanno chiesto un «confronto preventivo». Le semplificazioni, come detto, si intrecciano con il negoziato nella maggioranza su come definire il nuovo scostamento di bilancio, che quasi certamente arriverà a 20 miliardi, portando a quasi 100 miliardi l'extradeficit complessivo cumulato dall'inizio dell'emergenza alla fine del 2020. La parte del leone la farà la Cig. M5s spinge perché sia prorogata sino a fine anno, consumando quindi la gran parte delle nuove risorse. E preme perché sia mantenuta la combinazione Cig-divieto di licenziamento sino a fine anno. Il Pd è pronto a recepire un indirizzo del genere perché vengano prorogate anche le deroghe sui contratti a termine, la sostanziale sospensione del dl Dignità di Di Maio. Ma in mezzo c'è il M5s, che il dem Nannicini avverte: «Non basta l'assistenzialismo, così a gennaio scoppia la "bomba sociale"». Posizione subito fatta propria da Matteo Renzi. Il premier Conte, insieme alla viceministra al Mef Laura Castelli, lavora a una mediazione: sì alla proroga della Cig ma inizio, sin da settembre, di un meccanismo alternativo che premia con significative decontribuzioni chi mantiene i posti di lavoro. Questo significa spostare una parte delle risorse della Cig sugli incentivi a produrre. Una opzione tecnica ora all'esame dell'Inps e del ministero del Lavoro.

A rischio il varo del decreto nel Cdm di giovedì per i veti incrociati in maggioranza. Ora anche la sinistra sugli scudi per i «condoni mascherati». Oggi incontro decisivo con i capigruppo. I sindacati: prima ascoltate noi

la bozza del Decreto Semplificazioni

Il dl Semplificazioni Obiettivo: Snellire la burocrazia Composto da circa 50 articoli "SINDROME DELLA FIRMA" Trattiene i funzionari pubblici dal dare il via libera alle opere per il timore di finire sotto inchiesta fino al 31 dicembre 2021 APPALTI PIÙ VELOCI Fino a 150mila euro Affidamento diretto per le opere Con importo superiore e 5 operatori Trattativa diretta Sopra i 5 milioni Gara "classica" DEROGHE Possibilità di derogare con procedure a trattativa ristretta anche per le opere di rilevanza nazionale individuate dalla presidenza del Consiglio MAFIA Semplificate le procedure di certificazione antimafia incrociando le informazioni presenti nelle banche dati della pubblica amministrazione