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25/05/2021

Appalti, semplificazionie licenziamenti: Governo assediato

Gazzetta del Sud

Il centrodestra chiede liberalizzazioni, la Cgil minaccia lo sciopero generale, Confindustria attacca
Vertice, forse mercoledì, con Draghi per trovare una smussare le divisioni
ROMA Cambiare le norme per velocizzarei cantieri rischia di spalancare le porte alle mafie: cresce dentro la maggioranza, conl' attacco del Pd, lo scontro sulle regole per gli appalti che il Governo si apprestaa rivedere con il decreto Semplificazioni. Dal fronte delle parti sociali sei sindacati sono già partiti all' attacco anche della proroga troppo timida dei licenziamenti, Confindustria va all' affondo del ministro Orlando per il motivo opposto: non solo la proroga non era stata minimamente condivisa maè un «colpo basso» che disorienta le imprese proprio mentre si sta per avviare la delicata stagione della ripartenza. Accusa respinta al mittente dal ministero del Lavoro che parla di un provvedimento discussoe approvato all' unanimit à. Sugli appalti già nei giorni scorsii sindacati avevano lanciatol' allarme, a partire dal leader della Cgil Maurizio Landini che ora arrivaa minacciare anche lo «sciopero generale». Ma la circolazione delle prime bozze, che farebbero saltarei limiti ai subappalti e tornare il massimo ribasso, agita anchei partiti, conl' ala sinistra che chiede di fermarsiel' ala destra che chiede di liberalizzare il più possibile. I ministri ufficialmente tacciono ma la tensione, anche nel Governo,è palpabilee servirà probabilmente un vertice, forse mercoledì, con il premier Mario Draghi per trovare un punto di caduta digeribile Le posizioni sono lontanissime: Matteo Salvini insiste con la sua idea di «azzerare il codice degli appalti», cui peraltro aveva già risposto il premier alla prima conferenza stampa con un «Indubbiamente sono necessarie semplificazioni, non credo cancellare il codice appalti». Ma anche Forza Italia spinge per una revisione profondae perl' adozione del «modello Genova» anche per il Recovery, come ribadisce il capogruppo alla Camera Occhiuto. Leu vede invece le nuove norme come fumo negli occhi perché non si può «uscire dalla crisi» Covid «con meno diritti peri lavoratorie con meno sicurezza sui luoghi di lavoro», dice il capogruppo alla Camera Federico Fornaro. La voce di Leu trova sponda nel Pd, che teme le infiltrazioni della criminalità organizzata in particolare con la liberalizzazione dei subappalti. Si tratta di «una scelta inaccettabile», taglia corto il presidente del Comitato sulle infiltrazioni mafiose in epoca Covid in Commissione Antimafia Paolo Lattanzio. Certoè che Bruxelles si aspetta un quadro chiaro di normee una corsia preferenziale per le opere del Recovery per avere garanzie sul fatto che l' Italia sarà in grado di spendere nei tempi gli oltre 200 miliardi di fondi europei. Per studiare una mediazione, comunque, ci sarà ancora qualche giorno visto.

Foto: Andrea Orlando Ministro del Lavoro nella morsa delle parti sociali