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29/05/2021

Appalti, scompare il massimo ribasso

Gazzetta del Sud

Misure per le semplificazionie governance del Recovery: mediazione di Palazzo Chigi in vista del Consiglio dei ministri
Licenziamenti sbloccati: tensione coni sindacati, ma Draghi non offre aperture
ROMA Via le norme sul massimo ribasso, una lunga mediazione perallargare le maglie dei subappalti tutelandoi lavoratorie la legalità. Mario Draghi lavora per portare in Consiglio dei ministri le misure per le semplificazionie sulla governance del Recovery plan. Bisogna far presto, chiudere il decreto in Cdm nelle prossime ore,o si rischia di perdere la prima tranche di 27 miliardi che potrebbe arrivare da Bruxellesa luglio. Ma il premier deve farei conti con il muro di Pde Leu sul tema degli appalti:i ministri Andrea Orlandoe Roberto Speranza chiedonoe ottengono un tavolo coni sindacati prima del varo del decreto. Il tentativo dei partiti della sinistra, alla vigilia di una manifestazione di Cgil, Cisle Uil,è evitare di allargare ancora le distanze, dopo lo strappo sul tema dei licenziamenti. Prorogare il blocco, come chiedonoi sindacati? Draghi non concede apertureei leader confederali non depongono le armi. È il giorno in cui la ratifica di tutti gli Stati membri dà il via libera finale alla raccolta di fondi europei peri piani di rilancio nazionali.E un imperativo categorico guida le scelte del governo nel decreto Recovery, un maxi provvedimento di oltre 60 articoli atteso in Cdm entro la serata di venerdì: «I fondi del Piano nazionale di ripresae resilienza (Pnrr) vanno spesi necessariamente entro il 2026»e per «essere sicuri che questo avvenga in Italiac'è molto da cambiare». Draghi lo spiega ai rappresentanti di Cgil, Cisle Uil che convocaa Palazzo Chigi nel pomeriggio, ma anche ai ministri riuniti in mattinata nella cabina di regia.L' idea è porrei «pilastri» dell' attuazione del Pnrr con il decreto su governancee semplificazionie un altro decreto sulle assunzioni nella Pubblica amministrazioni legate al Recovery, atteso in Cdm la prossima settimana, non prima di un confronto tra il ministro Renato Brunettaei sindacati.È un approccio «olistico, complessivo», sottolineanoa Palazzo Chigi, per dare gambe forti al piano. Il primo decreto va chiuso entro la fine di maggio, se non si vuole perdere la tranche iniziale di fondi. L' intesa però nonè facilee dopo una lunga giornata di riunioni,a sera viene convocato un tavolo tecnico per sciogliere gli ultimi nodi. Ci sono da conciliare le pressioni opposte di Matteo Salvini, che vorrebbe superare il codice degli appalti,e del centrosinistra, che chiede di non smantellare del tutto le attuali regole. Il punto che metted' accordo tuttiè lo stop alle gare con massimo ribasso, che comparivano nelle prime bozze del decreto Semplificazioni. Una novità dell' ult ima oraèl' introduzione dell' appalto integrato.E un passaggio che piace ai sindacatièl' intenzione di ridurre «di molto» le stazioni appaltanti («Sono 39mila, mentre in Germania 3mila», si indigna Maurizio Landini) «migliorando la qualità del processo di investimento». Sul tema dei subappalti, invece, Draghi indical' esigenza di conciliare la normativa europea che li «ha di fatto liberalizzati» (nella prima bozza del decreto non comparivano soglie)e «con la massima tutela del lavoroe della legalità». Ai sindacati che gli sollevano il problema delle condizioni di lavoro spesso sfavorevoli dei dipendenti delle ditte subappaltanti, il premier risponde che questaè una premura innanzitutto del Governo. L' idea di partenzaè prorogare almeno fino al 2023 la soglia, prevista dal decreto Semplificazioni del governo Conte, del40% peri subappalti.Il tentativo, al taglio tecnico,è alzare quella soglia (si ipotizza al 60%)o addirittura superarla, accompagnando la misura con tutele peri lavoratorio modulandol' intervento con il rinvio di una parte della riforma alla delega sugli appalti prevista in un secondo momento. Anche sulla governance del Recovery governoe sindacati fanno un passoavanti:è previstauncoinvolgimento delle parti sociali nella cabina di regia, ma Cgil, Cisle Uil chiedono un confronto più costante. Mentre sul tema del lavoro la tensione resta alta. Landini, Pierpaolo Bombardieri (Uil), Ignazio Ganga (Cisl) colgono la convocazionea Palazzo Chigi come occasione per tornare ad avanzare la richiesta di proroga del blocco dei licenziamenti. Nelle prossime ore saranno in piazzae la minacciaè uno sciopero generale. «Il tema nonè all' ordine del giorno». Mai segretari insistono.E Draghi spiega che la norma del decreto Sostegni bis, con stop ai licenziamenti finoa dicembre per chi chieda la Cig,è la soluzione più avanzata possibile. «Non sono della vostra idea», afferma. Ma concede: «Siamo pronti al conf ronto».

Foto: Palazzo ChigiL' incontro tra il premier Draghiei leader di Cgil-Cisle Uil