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21/05/2021

Appalti, ribassi anomali e materie prime alle stelle

Gazzetta del Sud

L' allarme dell' Ance in Sicilia
In queste condizioni le imprese locali non reggono la concorrenza dei colossi
PALERMO Con una nota inviata al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, alla viceministra Teresa Bellanova, al sottosegretario Giancarlo Cancellerie al governatore Nello Musumeci anche nella sua veste di commissario straordinario per alcune opere strategiche, il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone, lancial' allarme sul futuro delle imprese edili siciliane. «L' improvviso caro-prezzi delle materie prime mettea rischiol' attuazione delle tre principali misure messe in campo per risollevare l' economia: il" Recovery Plan", il Superbonus 110%e le opere strategiche commissariate» dice. E agli esponenti del governo nazionale Cutrone evidenzia anche il fenomeno generalizzato dei ribassi eccessivi nelle gared' appalto, conl' appello ad adottare un metodo trasparentee non prevedibile di determinazione della soglia di anomalia, come quello già previsto in Sicilia dalla norma regionale cheè stata impugnata dal governo Conte bis solo, però, sul piano formalee non sostanziale. Cutrone evidenzia che «opere attese da decennie talune ora commissariate, vengono poste in gara con mega appalti irraggiungibili per le ridotte dimensioni delle imprese locali.E le speculazioni internazionali in atto sulle materie prime- che hanno comportato aumenti di prezzo del 110% perl' acciaio, del 40% per il polietilene, del 34% per il petrolio, del 20% per il legno, del 17% per il rame, del 15% per il bitumee del 10% per il cemento- stanno compromettendo l' esecuzione degli appalti in corso con forti difficoltà per le imprese aggiudicatarie dei lavori ma, soprattutto, rischiano di rendere insufficienti le risorse stanziate nel " Recovery Plan" per la realizzazione delle infrastrutture». «Nello stesso tempo-aggiun ge - molti condomìnie famiglie che intendono eseguire ristrutturazioni avvalendosi del Superbonus 110%, si stanno vedendo costretti a non realizzare parte delle opere programmate,o addiritturaa rinunciare del tutto ai lavori, perché l' aumento delle materie prime supera di gran lunga il limite imposto dall' Agenzia delle Entrate per l' accesso al credito fiscale».

Foto: Santo Cutrone Pre sidente dell' Associazione costruttori in Sicilia