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14/07/2018

Appalti pubblici, protocollo Cgil sul lavoro

Il Centro

L'AQUILA «Vanno tutelati i diritti dei lavoratori, ma anche delle cooperative serie, che rispettano le regole». Svolgerà un'azione trasversale il protocollo d'intesa in materia di tutela delle condizioni di lavoro negli appalti pubblici sottoscritto nella sede dell'Ispettorato territoriale del lavoro, su iniziativa dell'Osservatorio provinciale permanente sulla cooperazione. Uno strumento, illustrato dalla Cgil, che è stato condiviso e approvato dal presidente dell'Osservatorio Luca Camplese , dall'Inps, dall'Inail, dai sindacati e dalle Centrali cooperative, per arginare il fenomeno delle cosiddette cooperative spurie e illegali, dei "contratti pirata" e delle penalizzazioni, sia dal punto di vista dei salari che dei diritti, subite dai lavoratori soprattutto nelle gare d'appalto giocate al ribasso. Il protocollo, che segue le indicazioni arrivate dai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, sarà ora inviato a tutte le stazioni appaltanti della provincia. «Ci auguriamo che le adesioni siano massicce», ha affermato il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti , «e i primi segnali sembrano buoni. Il protocollo contiene gli indirizzi obbligatori che le pubbliche amministrazioni dovranno osservare nella redazione dei bandi di gara, con l'inserimento nel capitolato delle clausole che tutelano i livelli occupazionali e le condizioni retributive maturate dai lavoratori». Con l'esternalizzazione dei servizi sono aumentati i casi di dumping sociale e contrattuale e spesso il sindacato deve intervenire per far rispettare le norme e i contratti collettivi nazionali. Nel documento viene sancita anche la possibilità di revoca dell'affidamento. «I bandi di gara dovranno contenere la previsione del recesso del contratto», ha spiegato il segretario provinciale della Fp-Cgil Francesco Marrelli , «nei casi di reiterata irregolarità retributiva, contributiva e assicurativa. Anche la mancata applicazione della clausola sociale prevista dal codice degli appalti, così come quella regionale, può causare la revoca dell'appalto per la società aggiudicataria». Il segretario provinciale della Filcams Luigi Antonetti si è soffermato sulle aziende che subentrano negli appalti, con ribassi fino al 50 per cento, «e poi vanno a contrattare i salari direttamente con i lavoratori. Con questo protocollo non si potrà più fare». (r.s.)

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