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08/10/2021

Appalti pubblici pagati con il giro di tangenti Oggi iniziano gli interrogatori degli arrestati

QN - La Nazione

FUCECCHIO Si svolgeranno questa mattina e proseguiranno domani davanti al gip di Pistoia, Patrizia Martucci, i primi interrogatori degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta «Coffee Break» sul giro di appalti che sarebbero stati assegnati tramite il pagamento di tangenti versate da imprenditori edili a funzionari dei Comuni di Pescia e Uzzano. Davanti al gip, infatti, compariranno i funzionari e gli imprenditori che sono stati raggiunti dalla misura cautelare dell'arresto in carcere. Saranno ascoltati perciò i due responsabili degli uffici lavori pubblici, Lorenzo Lenzi, 51 anni, all'epoca dei fatti a capo ell'area tecnica del Comune di Uzzano, e Luciano Bianchi, 65 anni, allora a capo dell'area opere pubbliche e protezione civile del Comune di Pescia. Ma soprattutto ci sarà colui che avrebbe avuto il ruolo di «faccendiere» del sistema, Renzo Giuntoli, 74 anni, che è stato anche sindaco del Comune di Pescia fino al 2001. Insieme a loro anche cinque degli imprenditori delle aziende edili che sarebbero coinvolte: si tratta dell'imprenditore pesciatino e residente a Montecarlo, Luca Marchi, 55 anni, di Valter Bianucci, 68 anni di Altopascio, titolare della Esmoter costruzioni srl, e poi Giuseppe Arascio, 57 anni, residente ad Altopascio, titolare della General Works, e infine gli imprenditori Santo Savasta, 64 anni residente a Pistoia, e Roberto Rastelli, 55 anni, residente a Massa e Cozzile, della Euroedil. Tra loro non c'è ancora l'imprenditore fucecchiese Marco Colibazzi, titolare della ditta Fratelli Colibazzi, finito agli arresti domiciliari. Queste sono infatti le posizioni che saranno valutate per prime, ma l'indagine condotta dalla Squadra Mobile di Pistoia, e coordinata dal procuratore Tommaso Coletta e dai sostituti Leonardo De Gaudio e Luisa Serranti, ha portato all'individuazione di 42 persone tra imprenditori e tecnici di varie province (Lucca, Empoli, Massa Carrara e Pisa), tutti indagati a vario titolo per i reati di corruzione e istigazione alla corruzione, turbativa d'asta, concussione e falso ideologico. Oltre agli otto arresti in carcere, le misure cautelari hanno riguardato altre undici persone: tre agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico (tra cui appunto il fucecchiese) e otto per cui è stato disposto l'obbligo di dimora. Con tutta probabilità, molti degli indagati si avvarranno della facoltà di non rispondere, anche solo per la difficoltà dei propri difensori di visionare il corposo fascicolo di indagine, di quasi quattrocento pagine. Un lavoro certosino, che ha impegnato gli inquirenti per due anni. Tantissime anche le intercettazioni nelle quali gli stessi imprenditori e tecnici inconsapevolmente avrebbero raccontato come funzionava il «sistema»: «Non sono sicuro di aver pagato, ma nel dubbio meglio pagare due volte», avrebbe detto uno dei costruttori edili. A Uzzano, le indagini hanno riguardato 14 appalti tra il 2018 e il 2020 per i lavori stradali, quelli nelle scuole e nei cimiteri. Altri 11 gli appalti individuati come pilotati nel comune di Pescia, tra il 2019 e il 2020, alcuni dei quali affidati in somma urgenza, come quelli per la riduzione degli smottamenti. Tutti, in ogni caso, avrebbero accettato il meccanismo delle tangenti (dal 3 al 5 per cento dell'importo dei lavori), senza mai metterlo in discussione: «Quanto c'è da pagare e chi?», chiederebbe uno degli imprenditori. Un meccanismo dunque accettato anche dalle ditte compiacenti, invitate a partecipare alle gare solo per figura ma con il solo ruolo di favorire nella presentazione delle proposte l'unica che avrebbe dovuto vincere, come da accordi. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il numero totale degli indagati
42

Sono 42 in tutto gli indagati nella maxi operazione che ha visto impegnata la squadra mobile di Pistoia insieme al reparto anticrimine di Firenze e le questure di Modena, Bologna e Reggio Emilia. Tra loro c'è anche un imprenditore fucecchiese


Le migliaia di euro in una cassaforte
266

Durante le perquisizioni della cosiddetta operazione «Coffee Break», che sono state 23 in totale, sono stati trovati 266mila euro all'interno di una cassaforte. L'imprenditore fucecchiese coinvolto si trova agli arresti domiciliari.


I capi d'imputazione formulati dal pm
44

L'indagine che ha messo nei guai il fucecchiese ha portato ad un totale complessivo di 44 capi di imputazione, tutti riferiti a reati contro la pubblica amministrazione: dalla corruzione all'istigazione alla corruzione, turbativa d'asta, concussione e falso ideologico.


E' l'anno in cui è partita l'inchiesta
2014

Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono finiti gli appalti per le opere pubbliche di Uzzano e di Pescia nel periodo dal 2014 al 2020, ma si ipotizza che il sistema criminoso messo in atto andasse avanti anche da prima.


La percentuale delle tangenti
3-5%

Le tangenti versate andavano dal 3 al 5 per cento degli importi, ma gli imprenditori rientravano delle somme versate nel corso del tempo attraverso l'approvazione di varianti ai progetti che incrementavano il valore degli incarichi.


Ditte compiacenti tutte d'accordo
Il meccanismo

Il sistema era collaudato. Le aziende compiacenti, negli appalti sotto soglia, venivano invitate a partecipare ma poi non presentavano offerte, mentre negli appalti sopra la soglia le imprese presentavano le offerte ma si accordavano per favorire quella che avrebbe poi avuto l'appalto. E così a lavorare erano quasi sempre le stesse.