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12/04/2020

Appalti pubblici: le gare fanno gola a chi vuole far soldi

Il Fatto Quotidiano - VALERIA PACELLI

Con l ' emergenza gira denaro e si può guadagnare molto Lo sanno bene le mafie, ma anche gli imprenditori disonesti
Oltre 25 milioni di euro spesi finora dalla Protezione civile per acquistare mascherine, respiratori, dispositivi di protezione. Soldi che provengono dalle donazioni. E poi c ' è il flusso di denaro pubblico utilizzato per fronteggiare l ' emergenza Coronavirus. È questa la fetta di mercato che fa gola a tanti: non solo le mafie, ma anche a una parte dell ' imprenditoria consapevole di come da questa emergenza, come da tutte le altre, ci si possa guadagnare. È capitato ogni volta che l ' Italia si è ritrovata a dover affrontare le conseguenze di un terremoto, come quello dell ' Aquila, o di ogni altra catastrofe. In altre occasioni le vittime erano coloro che rimanevano sotto le macerie. Oggi, con il Paese alle prese con la battaglia contro il Covid-19, i morti si contano negli ospedali e non solo. Allora come adesso c ' è chi pensa ai profitti, con conseguenze drammatiche per la salute dei cittadini e per le casse dello Stato. E lo sanno bene molti investigatori che osservano le manovre speculative messe in piedi ogni giorno. Ci sono dunque coloro che immettono sul mercato dispositivi di protezioni a prezzi esorbitanti che le Asl locali o anche gli ospedali sono costrette a pagare: mascherine e respiratori sono necessarie, non ce ne sono abbastanza. Bisogna averle, anche a costo di pagarle a caro prezzo. Accanto a questa categoria ci sono altri due aspetti che preoccupano gli investigatori: da una parte il rischio che venga venduto materiale " difettos o " , con tutti i danni che ne derivano per la salute delle persone; dall ' altra l ' e s i s t e nza di una fetta di imprenditori che partecipano alle gare pubbliche pur sapendo di non averne i requisiti (e si nascondo magari dietro qualche prestanome) o anche di non essere in grado di soddisfare realmente le richieste dell ' appalto. Quando queste anomalie emergono le gare vengono annullate, causando ritardi che lo Stato non può permettersi. È UN ASPETTO emerso nell ' inchiesta della Procura di Roma che ieri ha portato all ' arresto di un imprenditore di Cassino: aveva vinto un lotto di una gara Consip che prevedeva il rifornimento di 24 milioni di mascherine chirurgiche (per un valore complessivo di 15,8 milioni di euro). Dispositivi mai arrivati. L ' imprenditore - secondo il gip che ha emesso un ' ordinanza di misura cautelare - ha partecipato alla gara " con lesione della libertà della concorrenza e causando un danno grave alla salute pubblica, avendo fatto perdere giorni preziosi nella acquisizione delle oggi indispensabili mascherine " . Il tempo e la capacità di consegna sono i " due protagonisti " della gara Consip al centro della vicenda finita al vaglio dei pm capitolini. Ma sono gli stessi aspetti che caratterizzano gli appalti indetti in questo momento di emergenza: avere forniture pronte da consegnare in tempi strettissimi. L ' arresto di ieri della Procura di Roma è il primo che riguarda reati contro la Pubblica amministrazione in tempi di coronavirus. E si può immaginare che non sarà l ' ultimo. Poi ci sono i rincari. Tutti conoscono il boom dei prezzi di mascherine e gel disinfettanti. Li comprano i privati, ma anche le amministrazioni pubbliche. A Bari, la Procura ha scoperchiato il vaso delle mascherine sanitarie FFP3 del valore di 36 centesimi che venivano rivendute agli ospedali pugliesi fino a 20 euro l ' una. Sono state scoperte manovre speculative sulle merci per rincari fino al 4.000%. Le Asl sono state costrette ad accettare quei " prezzi esageratissimi " " per evitare il crollo del sistema " , ha detto Antonio Sanguedolce, direttore generale della Asl di Bari. Sentito via Skype il 23 marzo come persona informata sui fatti ha ammesso: " Siamo davanti a un problema enorme, ogni giorno non sappiamo come andare avanti. Stiamo per arrivare a zero, praticamente si ferma tutto, il 118, gli ospedali, sarebbe una tragedia enorme " . Sono tragedie sulle quali in tanti speculano. Anche questa volta. Twitter @PacelliValeria P recedente Il 7 aprile la Procura di Bari ha disposto un sequestro p reve n t i vo di oltre un milione di euro nei confronti di tre società fo r n i t r i c i di Dpi Paga no le Asl Sono state scoper te m a n ov re s p e c u l a t i ve sulle merci per rincari accer tati fino al 4.100%