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09/07/2020

Appalti pubblici, Fugatti contro il governo: «Schizofrenici»

Il Trentino

La polemica. Il decreto semplificazione approvato a Roma introduce maglie bel più "larghe" di quelle volute da Trento, ma impugnate a maggio proprio da Conte: «Ora ritirino il ricorso»
LUCA PETERMAIER «Un atteggiamento che non posso che definire schizofrenico: prima il Governo impugna le nostre norme sugli appalti pubblici, quelle approvate a maggio per ridare slancio all'economia, giudicandole in contrasto con la concorrenza. E poi ora, con il decreto Semplificazione, introduce modifiche al codice degli appalti ben più "generose" delle nostre. Ora mi aspetto che Roma ritiri i ricorsi contro le nostre leggi». È un Maurizio Fugatti assai scocciato (ma anche abbastanza incredulo) quello che ieri ha commentato a caldo l'approvazione del decreto Semplificazione. Il cuore della norma, celebrata dal premier Conte come quella che «davvero sbloccherà i cantieri», è una consistente riforma delle norme che regolano gli appalti pubblici in senso più lasco, con meno vincoli e tempi più brevi. Si prevede, ad esempio, che gli appalti per lavori, servizi e forniture possano ora avvenire con affidamento diretto fino a 150 mila euro (prima erano 50 mila, limite che sussiste attualmente anche in Trentino). La procedura negoziata viene elevata fino alla soglia europea di 5 milioni di euro. Ma anche sopra quella soglia - per un periodo limitato nel tempo (31 luglio 2021) - sarà possibile applicare la procedura negoziata anziché la gara europea vera e propria per tutti quegli appalti utili «a superare gli effetti negativi di natura sanitaria ed economica» provocati dal Coronavirus. Infine si amplia l'ambito del silenzio assenso nei procedimenti amministrativi e cambia anche il regime della responsabilità degli amministratori, che diventa per solo dolo in materia di azioni, mentre rimane anche per colpa grave in caso di omissioni. Insomma, una piccola rivoluzione che, a dire il vero, la Provincia di Trento aveva già anticipato un paio di mesi fa in occasione dell'approvazione della Legge 2 che aveva messo mano alle procedure degli appalti pubblici nell'ottica di snellirli e velocizzarli. Che farà ora la Provincia? Recepirà questa legge? «Intanto la analizzeremo - spiega Fugatti ma prima ritengo indispensabile che il Governo ritiri le impugnative nei confronti dei nostri provvedimenti. Prima ci dicevano che la nostra era una legge troppo permissiva e ora lo Stato va molto oltre. Un atteggiamento schizofrenico che non comprendo, un colpo basso che va sanato con il ritiro dei ricorsi. Dopo, e solo dopo, valuteremo se recepire anche noi le nuove norme del decreto Semplificazione sugli appalti pubblici».

I NUMERI

150

mila euro di soglia

• È il livello a cui il governo ha portato il valore degli appalti pubblici fino al quale si potrà evitare la gara e andare ad affidamento diretto

Foto: • L'allora sottosegretario Fugatti con il premier Conte