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23/01/2021

Appalti pubblici e accordi elettorali: arrestato Talarico, indagato Cesa

Gazzetta del Sud - Gaetano Mazzuca

Operazione" Basso profilo" della Dda di Catanzaro
Tredici persone in carceree 35 ai domiciliari Svelato un girod' affari da 250 milioni di euro Al centro dell'in chie sta l' imprenditore Gallo Durante le perquisizioni trovato un milione di euro in contanti
CATANZA RO È" il principino"l' uomo attornoa cui ruotal' inchiesta" Basso profilo" condotta dalla Dia di Catanzaro con il coordinamento della Dda. Antonio Gallo, dicono gli investigatori,è un imprenditore in grado di rapportarsi coni membri apicali dei clan crotonesie allo stesso tempo sedersi allo stesso tavolo con un big della politica italiana come Lorenzo Cesa.L' inchiesta ha portato all' esecuzione, da parte di 200 uomini della Dia provenienti da tutta Italia con il supporto di poliziotti, finanzierie carabinieri, all' esecuzione di 13 ordinanze di custodia in carcere, 35 agli arresti domiciliare, un obbligo di divieto nel comune di Catanzaroe un obbligo di presentazione alla Pg. Il provvedimentoè stato emesso dal gip Alfredo Ferraro, su richiesta del procuratore Nicola Gratterie dei pm Paolo Sirleo e Veronica Calcagno. Ben 150 della richiesta di misura cautelare sono occupate dai capid' imputazione per tantissimi reati, tra cui-a vario titolo - associazionea delinquere, voto di scambio, intestazione fittizia di beni, appalti, turbative, rivelazioni del segreto istruttorio.L' inchiesta ha svelato un' economia sommersa con un volume di affari quantificato in due anni di indagine in 250 milioni di euro, un tesoro nascosto che sarebbe transitato tra 1.800 conti correntee con 388 mila operazioni bancarie. Ieri durante le perquisizioni gli investigatori hanno rinvenuto oltre un milione di euro in contanti, orologi di lussoe un lingottod'o ro. Grazie dapprima all' intraneità nella cosca Grande Aracri,e poi al legame, tra gli altri, con Mario Donato Ferrazzo (del locale di Mesoraca), Domenico Megna (del locale di Papanice), dei maggiorenti delle cosche cirotane, di Antonio Santo Bagnato (del locale di Roccabernarda), Antonio Gallo avvalendosi della sua intraprendenza imprenditorialee veicolando parte dei proventi alle cosche, avrebbe gestito in regime di sostanziale monopolio la fornitura di prodotti antinfortunistici alle imprese che eseguivano appalti privati nei territori del settore jonico catanzarese. Gallo, inoltre, si sarebbe procacciato appalti con enti pubblici anche attraverso il potere intimidatorio, curava la gestione di società fittizie create allo scopo di incamerare profitti illeciti. Dall' indagineè emerso che il nuovo"o ro" delle organizzazioni criminali sono le fatture per operazioni inesistenti, merce che oggiè assai ricercatae «trafficata» peri benefici che può determinare per gli imprenditori disonesti e per le aziendea gestioneo funzionali della ' ndrangheta. Tanto che sono emersi prelevamenti in contanti per 22 milioni attraversol' arruolamento di un folto numero di soggetti" prelevatori", veree proprie «scuderie» in un network di 159 società fruitricie 86 società «cartiere» che emettevanoi documenti falsi. Il settore prediletto era quello dei servizie fornitura di dispositivi di protezione individuale, mascherine, caschi, guanti. Gallo, secondol' accusa, sarebbe stato in grado anche, graziea una fitta rete di relazioni, di turbare una serie di gare d' appalto bandite tra il 2017e il 2018 dalle stazioni appaltanti del Consorzio di bonifica Jonio-Crotonesee Jonio-Catanzarese, per appalti dal valore complessivo di oltre 107 milioni. Le indagini hanno anche acclarato la complicità di pubblici ufficialidirettori, responsabilie funzionari dell' ufficio appaltie contratti, Rupe un membro di commissione dei procedimenti relativi agli appalti. Nell' inchiesta sono coinvolti anche due politici catanzaresi, Tommaso Brutto, ex consigliere di minoranza al comune di Catanzaro,e il figlio Saverio, assessore del comune di Simeri Crichi, che, avrebbero messo in contattol' imprenditore con il segretario regionale dell' Udc in Calabria Franco Talarico, oggi assessore al bilancio della Regione Calabria che,a sua volta, avrebbe coinvolto l' allora europarlamentare Lorenzo Cesae altri politici nazionali. Un terremoto giudiziario che si abbatte su una Regione la cui immagine appare già compromessa da altre pesanti inchieste giudiziarie. Inoltre, secondo quanto siè potuto apprendere, le indagini sono tutt' altro che conclusee mirano adessoa fare luce sul ruolo degli amministratori pubblicie le stazioni appaltanti che hanno consentitoa Gallo di vincere decine di appalti pubblici.

Foto: L' inchiesta Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e, accanto,i dirigenti dell' Udc Franco Talaricoe Lorenzo Cesa