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22/01/2021

Appalti prorogati in cambio di assunzioni’

QN - La Nazione

di Erika Pontini PERUGIA Due manager indagati, l'ipotesi di corruzione per l'assunzione dei figli e la frode nelle pubbliche forniture: ancora la sanità pubblica finisce nel mirino della procura di Perugia. Ha subito un'accelerazione l'indagine-madre sugli appalti che innescò la miccia di 'Concorsopoli'. Nelle ultime ore un dirigente dell'Usl Umbria 1 e un manager della Servizi Associati sono stati perquisiti dalla Guardia di finanza, coordinata dai pm Paolo Abbritti e Mario Formisano, che contestano loro l'ipotesi di corruzione in relazione alla proroga degli appalti di pulizia forniti dalla Cooperativa sia all'Azienda ospedaliera che all'Usl 1. Nel decreto di perquisizione e sequestro emerge che tra gli elementi di prova a carico degli indagati figurano anche le dichiarazioni (si tratterebbe anche di un esposto) di una ex dipendente della Cooperativa, allontanata nel 2018 in seguito a un'indagine interna. In particolare - secondo la ricostruzione accusatoria - la Servizi Associati avrebbe corrisposto a una dirigente dell'Asl e a una dell'Azienda ospedaliera di Perugia «utilità consistenti nell'assunzione dei rispettivi figli». In cambio le due dirigenti avrebbero da una parte collaborato alla predisposizione del progetto per la partecipazione alla gara di appalto (il capitolato) favorendo prima l'assegnazione e poi le proroghe del servizio di pulizia a carico del Raggruppamento temporaneo di impresa di cui la 'Servizi' faceva parte; dall'altra prorogando per 36 mesi il servizio di pulizia all'ospedale di Perugia per un valore di 19 milioni di euro, quando il massimo consentito per legge - spiega la procura - è di 6 mesi. Secondo gli inquirenti dall'indagine sono emersi 'gravi indizi' circa la commissione di reati tra il 2014 e il 2019 di corruzione, rivelazione di segreti d'ufficio e turbativa d'asta «nell'ambito delle attività di approvvigionamento di servizi svolte dall'Azienda ospedaliera di Perugia». Sotto la lente dei pm sono finiti i servizi di pulizia dell'Usl Umbria 1 - tra il 2008 e il 2013 - alla Rti che avrebbe affidato le lavorazioni a Servizi associati come impresa esecutrice e il presunto ruolo di 'collaborazione' offerto dalla dirigente pubblica Usl. Nel caso invece dell'ospedale di Perugia la questione era già emersa durante le indagini su Concorsopoli attraverso le intercettazioni per il ruolo che - secondo le indagini - avrebbe assunto una dirigente del Santa Maria, responsabile del procedimento amministrativo, che, in violazione di legge, avrebbe favorito la società, mediante le proroghe degli appalti quando la Servizi associati aveva assunto il figlio, prima a tempo determinato e poi indeterminato. I pm rilevano che la dirigente avrebbe comunque dovuto astenersi dinanzi alla palese incompatibilità. La Finanza ha acquisito sia negli uffici dell'Usl 1 che alla Servizi Associati materiale cartaceo e informatico ora al vaglio degli investigatori. L'indagine sulla sanità umbra che nel 2019 decapitò la Regione e un pezzo importante dell'Azienda di Perugia prese le mosse dagli accertamenti sugli appalti, anche in seguito all'ormai nota denuncia di un 'corvo'. L'iniziale fascicolo infatti fu iscritto già nel 2018 e, tra le ipotesi, compariva la turbativa d'asta. Grazie alle intercettazioni telefoniche, ambientali con tanto di videoriprese negli uffici dei manager, e al trojan installato sul cellulare dell'allora direttore generale, emerse lo spaccato di segnalazioni dei candidati ai concorsi dell'ospedale anche da parte dei politici e il passaggio di tracce per consentire ai raccomandati di passare le prove. Un ciclone giudiziario che portò agli arresti eccellenti della primavera del 2019. L'iniziale indagine sugli appalti venne quindi accantonata ma nel maggio scorso riprese vigor grazie alle dichiarazioni di almeno quattro persone informate sui fatti - tenute segrete e indicate allora con le lettere dell'alfabeto 'a', 'b', 'c', e 'd' - e alla rilettura minuziosa delle intercettazioni. In serata l'avvocato Giancarlo Viti, difensore della Servizi Associati ha spiegato che la società e il manager «sono sereni e hanno fiducia nell'operato della magistratura, auspicando una rapida chiusura delle indagini». © RIPRODUZIONE RISERVATA