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28/11/2019

Appalti pilotati per 10 milioni in cinque davanti al giudice

La Provincia Pavese - Fabrizio Merli

vidigulfo
Fabrizio Merlividigulfo. Le indagini sugli appalti "pilotati" a Vidigulfo e Miradolo sono arrivate al dunque. L'altra mattina cinque componenti delle commissioni di gara sono comparsi in udienza preliminare con l'accusa di turbativa d'asta. L'udienza è stata però rinviata al prossimo 27 febbraio. Nel frattempo è iniziato il processo a carico di Arturo Guadagnolo, l'ingegnere responsabile del settore Territorio, Infrastrutture e Ambiente al Comune di Vidigulfo accusato di avere preparato i bandi. comuni danneggiatiI Comuni di Vidigulfo e Miradolo sono parti offese del reato e sono rappresentati, rispettivamente, dall'avvocato Silvia Gavoni e dall'avvocato Alessandra Stefàno.Gli imputati nei cui confronti, ieri mattina, si è svolta l'udienza preliminare sono Carmelo Salvo, 40 anni di Pieve Emanuele, Angelo Riffaldi, 51 anni di Siziano, Orazio Pacella, 43 anni di Miradolo Terme, Filippo Castagnola, 62 anni di Rea Po e Christian Leone, 46 anni di Vimodrone. L'accusa per tutti è di turbativa d'asta in relazione, a vario titolo, all'assegnazione di quattro appalti. episodi dal 2015Gli anni interessati dalle indagini sono il 2015 e il 2016. Gli appalti indetti dai Comuni di Vidigulfo e Miradolo Terme contestati come irregolari sono quattro.Due riguardano i servizi di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani, compresa la raccolta differenziata: sono stati vinti da un'azienda specializzata nel settore, con sede a Torino. Un appalto riguardava una serie di lavori stradali comunali: è stato vinto da una ditta di Milano. L'ultimo appalto, del valore di 600 mila euro, riguardava la gestione della farmacia comunale di Vidigulfo. L'ammontare complessivo degli appalti è stato pari a 10 milioni di euro. La Guardia di finanza, che ha svolto l'indagine ha ricevuto la collaborazione delle amministrazioni comunali coinvolte, che hanno fornito tutta la documentazione. La richiesta di rinvìo a giudizio nei confronti dei cinque ex componenti le commissioni era stata formulata dal sostituto procuratore della Repubblica, Pietro Mazza, che aveva coordinato le indagini. A dare loro impulso erano state le ditte escluse dall'assegnazione dei lavori. Secondo le accuse, Guadagnolo avrebbe curato i bandi di gara e li avrebbe scritti in modo tale da favorire alcune ditte già selezionate in precedenza. In pratica per assegnare i punteggi si chiedevano caratteristiche in possesso di queste società e non delle altre concorrenti. Oppure le commissioni utilizzavano formule matematiche non previste dalle norme in materia di appalti. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI