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11/09/2018

Appalti “pilotati” nelle case di riposo Indagati i vertici dell’Ipab Borsalino

La Stampa - roberto maggio

inchiesta della procura di vercelli, coinvolto anche il direttore di casale
Pilotavano le gare d'appalto per favorire la Punto Service nell'aggiudicazione di appalti per la gestione di case di riposo, Ipab, istituti pubblici di assistenza e beneficenza in Piemonte e Liguria.

La Finanza di Vercelli, su mandato del gip, ha eseguito 4 misure interdittive, disponendo la sospensione temporanea dai loro incarichi di quattro persone, tra cui il presidente della società con sede a Caresanablot, Massimo Secondo. I reati contestati sono la corruzione e la turbativa d'asta.

Sono 35 gli indagati nell'inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Davide Pretti e Francesco Alvino, tra questi spiccano Giovanni Maria Ghè e Gianpaolo Paravidino, rispettivamente presidente del Cda e direttore dell'Ipab Borsalino di Alessandria, e il presidente della commissione di gara, Paolo Barbano (che è presidente della casa di riposo di Casale, in piazza Battisti).

Il gip di Vercelli, per questi ultimi, ha disposto l'applicazione della misura interdittiva della sospensione da tutte le pubbliche funzioni per sei mesi. Per Secondo la sospensione dall'incarico di presidente della Punto Service è di sei mesi. Dall'inchiesta è escluso l'altro importante incarico ricoperto da Secondo, la presidenza della Pro Vercelli.

Il quadro emerso dopo due anni di indagini e uno di intercettazioni telefoniche e ambientali è definito dagli stessi investigatori «inquietante». I quattro principali indagati avrebbero pilotato le gare d'appalto costruendo bandi «cuciti» appositamente sulla società individuata come quella vincitrice: durante le gare, secondo gli inquirenti, veniva attribuito alla ditta privilegiata un punteggio nel capitolato tecnico-qualitativo talmente elevato che le altre partecipanti alle gare erano di fatto escluse.

Un punteggio troppo alto per essere colmato dalle altre ditte partecipanti anche con la successiva offerta economica più vantaggiosa.

A fronte di questi vantaggi, la Punto Service avrebbe offerto favori personali, tra cui regali e assunzioni: ad esempio quella della direttrice della casa di riposo di Albissola Marina, assunta dalla società vercellese dopo l'ok al rinnovo del contratto. Altri casi si registrano in vari istituti di Casale, Montiglio Monferrato, Lessona: i finanzieri, in due anni di indagini, hanno controllato 14 appalti per un valore di circa 50 milioni di euro. Solo la gara per la gestione dell'Ipab Borsalino valeva 16 milioni di euro. I contratti, tuttavia, rimangono in vigore.

Il nuovo filone d'inchiesta è partito da un'altra indagine relativa a un appalto per servizi scolastici nel comune di Casale, che aveva portato, nel novembre 2015, anche all'arresto del presidente del Consiglio comunale di Casale, Davide Sandalo. Dalle analisi sul cellulare di Sandalo era emerso un rapporto confidenziale con l'allora amministratore delegato della Punto Service delegato ai rapporti con la pubblica amministrazione, che si è dimesso dopo le perquisizioni del 2016 ma risulta ancora tra gli indagati. Dalle intercettazioni ambientali emerge un modus operandi per la costruzione di appalti «ad hoc», ad esempio lo stesso appalto per la gestione dell'Ipab Borsalino: «Monitorando i lavori della commissione aggiudicatrice - chiarisce Pretti - abbiamo visto che tutto è andato secondo quanto prestabilito, cioè la vitoria della Punto Service». Il soggetto leso in questo tipo di reati, spiega il procuratore capo Pier Luigi Pianta, è la pubblica amministrazione: «Si sente parlare tanto di crimini contro la libertà e l'incolumità delle persone - ha ribadito -. Ma c'è un'altra fetta di reati che riguarda la libertà di concorrenza e la correttezza nei concorsi pubblici, altrettanto dannosi».

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