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30/08/2018

Appalti pilotati in cambio di regali e truffe sui lavori Due arrestati

Il Tirreno

Ancora nei guai Stefanini, ex capo della Protezione civile Ai domiciliari anche Fiaschi, titolare della Tecnospurghi IL PRECEDENTE
Gianni Tacchi / LIVORNOBandi creati su misura per favorire un'azienda, procedure pilotate per far guadagnare migliaia di euro a un amico imprenditore. E in cambio? Cene, regali di valore, una vacanza all'Elba per il figlio. E una stretta di mano, ripresa anche dalle telecamere, a sancire l'accordo. Sono queste le accuse mosse dalla squadra mobile della questura che ha ricostruito - attraverso intercettazioni e perquisizioni da metà ottobre a giugno - quella che può essere considerata la seconda tranche dell'inchiesta che a fine maggio aveva travolto la Protezione civile del Comune, portando l'ormai ex coordinatore Riccardo Stefanini, 60 anni, livornese, ai domiciliari per peculato continuato: stavolta è stato arrestato per turbativa d'asta in concorso e truffa ai danni dello Stato, reati contestati anche a Emanuele Fiaschi, 37 anni, anche lui livornese e titolare della Tecnospurghi. «Lucravano sistematicamente ai danni del Comune», si legge nell'ordinanza. Nei loro confronti sono scattati i domiciliari con braccialetto elettronico, «un provvedimento - spiegano gli inquirenti - necessario per evitare l'inquinamento delle ulteriori prove che stiamo raccogliendo». Soprattutto per valutare il reato di corruzione, che per ora non è contestato ma che - spiega la polizia - «potrebbe subentrare successivamente».Stefanini, all'interno della Protezione civile, si occupava anche dell'aggiudicazione degli appalti sotto la soglia dei 40mila euro, oltre la quale invece c'è una diversa procedura di assegnazione. Le irregolarità, evidenziano dalla questura, sono state riscontrate nel bando di quest'anno "Multiservizi", maxi-appalto che consentiva all'azienda vincitrice di gestire - per l'ente - una serie di servizi che vanno dal rifornimento dei mezzi per l'emergenza alla consegna del cibo: si tratta di una gara da 35mila euro, ai quali vanno aggiunti tutti gli interventi per le urgenze. Il funzionario comunale, secondo l'accusa, avrebbe scoraggiato una ditta interessata a partecipare, la Ceragioli Costruzioni di Camaiore, tenendo Fiaschi costantemente aggiornato e permettendogli di aggiudicarsi l'appalto. In che modo? Spiegando all'azienda lucchese, specializzata in scavi e opere fluviali, che non aveva i requisiti giusti. «In particolare - chiude la polizia - ha parlato (con i vertici della Ceragioli, ndr) della necessità di avere due mezzi spargisale sempre reperibili, quando invece la Tecnospurghi ne ha uno». Eppure ha vinto ancora quella gara. Per il terzo anno di fila. --

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