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09/10/2018

Appalti pilotati, dopo Malonno indagato il sindaco di Cimbergo

Brescia Oggi

L'INCHIESTA. Turbativa d'asta il reato ipotizzato per il primo cittadino ed altre 9 persone tra funzionari e imprenditori
Nel mirino i lavori di contrasto del dissesto del torrente Varicola Polonioli: «Estraneo a una vicenda gestita dall'Unione dei Comuni»
Malonno ha aperto la falla in una «corazzata» degli appalti pilotati che sembrava inaffondabile, e che invece è stata silurata dalle indagini dei carabinieri coordinate dalla magistratura. Una falla che ora sembra allargarsi, perché adesso è arrivato il turno di Cimbergo, e in questo caso sono ben 10 gli indagati dalla procura della Repubblica di Brescia per le ipotesi di reato di turbativa d'asta in concorso. Nell'elenco ci sono innanzitutto il sindaco Gian Bettino Polonioli, poi a seguire il geometra comunale, un consigliere e ben sette imprenditori interessati alle gare per l'assegnazione dei lavori. UNA TEGOLA giudiziaria pesante, che però non sembra impensierire il primo cittadino; il quale anzi va al contrattacco. Polonioli si dichiara «assolutamente tranquillo e collaborativo» di fronte all'indagine in corso e che si rifà soprattutto, per la rilevanza dell'importo, all'appalto dei lavori di un'opera riguardante il dissesto idrogeologico del torrente Varicola Figna risalente al 2015. Qualcosa evidentemente non è avvenuto in modo limpido, ma il sindaco afferma di essere «del tutto estraneo ai fatti. Non entro nel merito dell'appalto dei lavori che è di competenza della Centrale unica di committenza dell'Unione dei Comuni e segnatamente del Rup il Responsabile unico del procedimento», un ufficio di primissimo piano nell'ambito di un procedimento amministrativo». Al di là della tranquillità di Polonioli ci si troverebbe quindi di fronte a una seconda «manipolazione» nella gestione delle offerte per l'attuazione dei cantieri finalizzata evidentemente a favorire questa o quella impresa amica; un secondo fronte dopo quello ben conosciuto che ha riguardato il sindaco di Malonno e che è relativo all'assegnazione di una seconda tranche di lavori per un importo di poco inferiore a un milione di euro e risalente allo scorso anno. «Ho ritenuto di essere sentito volontariamente dal magistrato in Procura perché mi ritengo pienamente al di sopra di ogni sospetto, e sono sicuro che con l'indagine in corso verrà provata la mia totale estraneità ai fatti - aggiunge l'amministratore -. Mi tengo ancora disponibile per ulteriori deposizioni e ho la volontà di far emergere che non ho nessuna responsabilità rispetto ad azioni compiute dalla struttura comunale ed eventualmente da altre persone». GLI ALTRI DUE appalti d'importo inferiore, e che sono sempre all'attenzione del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani (lo stesso dell'inchiesta su Malonno)? Il primo riguarda nuovamente il torrente, e nello specifico i lavori di risanamento dell'alveo (un bando da 150 mila euro che risale al 2016), mentre il terzo sotto la lente del magistrato, da 200 mila euro, era abbinato alla riqualificazione energetica dell'edificio comunale.

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