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10/03/2020

Appalti pilotati all’Arsenale torna in libertà il direttore

La Gazzetta Del Mezzogiorno

REVOCATI I DOMICILIARI ANCHE A 3 IMPRENDITORI
l Torna libero il contrammiraglio Cristiano Nervi, il direttore dell'arse nale agli arresti domiciliari dal 20 febbraio con l'accusa di turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta sul presunto cartello di imprese che a suon di tangenti riusciva a pilotare appalti milionari. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Benedetto Ruberto per via dell'atteggiamento collaborativo dell'indagato e della carenza di esigenze cautelari. Ora l'ufficiale, sospeso dal suo incarico, potrebbe tornare alla direzione dello stabilimento militare. «Martedì ci rivolgeremo ugualmente al tribunale del riesame per avere pronuncia sui gravi indizi» dichiara alla Gazzetta il legale, avvocato Fausto Soggia. Il giudice ha revocato altre tre misure cautelari ai domiciliari. Si tratta degli imprenditori Giovanni Pletto e Giacinto Pernisco, difesi dall'avvocato Egidio Albanese, tornati liberi col parere favorevole del procuratore aggiunto Maurizio Carbone, per il quale dopo interrogatori e perquisizioni è cessato il pericolo di inquinamento delle prove. Revocati i domiciliari anche a un altro degli imprenditori indagati, Fabio Greco, per il quale però resta il divieto di esercitare imprese e uffici direttivi nelle per un anno. Durante il suo confronto con i magistrati, il direttore dell'ar senale Nervi aveva escluso ogni accordo con le aziende sulla spartizione degli appalti dell'arsenale militare ionico. I militari della guardia di finanza sostengono che Nervi era informato costantemente da un cartello di imprenditori (ne sono finiti ai domiciliari otto) su chi avrebbe partecipato e chi si sarebbe aggiudicato le gare per i lavori di ammodernamento alle navi della flotta militare in cantiere a Taranto. E per farvorire gli imprenditori del cartello, avrebbe spacchettato in undici diverse gare l'appalto per i lavori su nave San Marco. Il direttore si è difeso speigando che i lavori venivano decisi dal comando generale e di aver incontrato i vertici della locale Confindustria e alcuni imprenditori dell'in dotto a ottobre 2018 solo per capire le ragioni della mancata partecipazione ad alcune gare. Nervi ha precisato di non aver avuto accordi, né favorito alcuno. Al contrario, ha detto di aver bandito sul mercato elettronico della pubblica amministrazione le gare per consentire la partecipazione a qualsiasi impresa italiana o straniera. Ai domiciliari è finito anche l'ufficiale del servizio "Efficienza navi" Antonio Di Molfetta e due dipendenti civili dell'ar senale. E' accusato di aver ricevuto regali da alcuni imprenditori favoriti. L'indagine è partita proprio dalla denuncia di un imprenditore che nel 2015 segnalò il caso di presunta concorrenza illecita da parte di un cartello di imprese all'autorità garante della concorrenza e del mercato. Il garante intervenne sanzionando alcune imprese che però hanno continuato a partecipare alle gare. [V.Ric.]

Foto: ARSENALE MILITARE Il direttore Cristiano Nervi