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06/10/2020

appalti pilotati al salone del libro a giudizio l’ex sindaco di torino

La Notizia Giornale

spese allegre
Fassino (Pd) accusato di aver favorito una società Imputata anche l'ex assessora regionale Parigi Per gli inquiren l'ex presidente della Fondazione avrebbe speso illecitamente 800mila euro
di GIORGIO IustI Accusato di turbativa d'asta nella gestione del Salone del Libro, l'ex sindaco di Torino, Piero Fassino , è stato rinviato a giudizio dal giudice per l'udienza preliminare Ersilia Palmieri . E insieme all'esponente dem a processo andranno altri sedici imputati. Due imputati hanno invece scelto di patteggiare e altri due hanno ottenuto la messa alla prova. IL CASO Il processo inizierà il prossimo 17 maggio ed è incentrato sull'affidamen to del Salone, nel triennio 2016-2018, al Lingotto Fiere, società di Gl Events, e sulla trattativa per favorire l'ingresso nel 2016 di Intesa San Paolo come socio unico, con un finanziamento di 500mila euro indispensabile alla sopravvivenza della Fondazione del Libro impegnata nell'evento. Secondo il pm Gianfranco Colace , vi sarebbe stata turbativa d'asta ritenendo che sia stata favorita la GL Events Italia, mentre per Fassino è caduta l'accusa di turbata libertà di scelta del contraente legata all'affidamento diretto a GL dell'edizione 2015. Al centro della vicenda c'è poi Rolando Picchioni , presidente della Fondazione per il Libro e storico patron della kermesse culturale torinese, accusato di peculato. Secondo gli inquirenti, fra il 2010 e il 2015, avrebbe utilizzato in maniera illecita denaro proveniente dai contributi di Comune, Provincia e Regione per un totale di 800mila euro. L'imputato invece nega che si sia trattato di spese per scopi personali o non pertinenti e per sei capi d'accusa, tra una cui una presunta rivelazione di segreti d'ufficio, è stato prosciolto. Tra gli im putati, oltre Fassino, ci sono poi l'ex assessore regionale Antonella Parigi , e l'ex presidente della Fondazione, Giovanna Milella . A patteggiare la pena a un anno e quattro mesi di reclusione sono stati invece Regis Faure e R oberto Fantino, manager di Gl Events e di Lingotto Fiere, e a ottenere la messa alla prova M assimiliano Montaruli e Niccolò Gregnanini, accusati di aver cancellato la memoria del computer di Picchioni su ordine di quest'ultimo, durante una perquisizione. La Procura invece ha invece chiesto l'archiviazione per altri indagati, tra cui l'ex assessore regionale alla cultura e direttore centrale Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, Michele Coppola . LA DIFESA "Ho sempre agito con assoluta correttezza e trasparenza, con l'unico obiettivo di evitare che il Salone del Libro potesse essere a rischio e Torino subisse un gravissimo danno", ha dichiarato Fassino. L'ex sindaco ha poi aggiunto di aver sempre scrupolosamente ottemperato alle leggi vigenti e aderito, in ogni passaggio, alle indicazioni dei consulenti legali. "Il proscioglimento deciso oggi dal giudice relativo all'affidamento diretto della gestione 2015 del Salone conferma la correttezza del mio operato che non dubito - ha concluso - sarà riconosciuta anche per le due imputazioni oggetto del rinvio a giudizio". LE REAZIONI Il Pd metropolitano di Torino ha espresso intanto "vicinanza" a Piero Fassino e "rispetto e fiducia" nel lavoro della magistratura. "Conosciamo la dedizione e la correttezza con le quali Fassino si è occupato della Città durante il suo mandato da sindaco e confidiamo perciò che si possa fare al più presto chiarezza", ha specificato la segreteria dem. Un sostanziale silenzio fino a tarda si è invece registrato da parte delle altre forze politiche.

Foto: piero fassino (imagoeconomica)