scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
14/01/2021

«Appalti pilotati a Palazzo Mosti» conto alla rovescia per la sentenza

Il Mattino

IL PROCESSO
Enrico Marra
Ascoltati ieri mattina gli ultimi tre testi nel processo su alcune gare d'appalto del Comune di Benevento che sarebbero state pilotate in cambio di presunte tangenti. Il collegio penale ha ascoltato due testi, uno, Claudio Cardone, in qualità di componente, l'altro, Nicola Soreca, come segretario della commissione, che aveva valutato le offerte pervenute al Comune per aggiudicare i vari appalti. Entrambi hanno sostenuto che i lavori della commissione si svolsero ottemperando a tutte le norme che regolano le gare e che quindi non vi furono delle irregolarità per favorire qualche ditta come viene contestato dall'accusa. Il terzo teste ascoltato è stato l'avvocato Eugenio Carbone. Il professionista ha ricordato come uno degli imputati, Pellegrino Parrella, 58 anni, di Roccabascerana, in realtà non aveva preso parte alla gara oggetto d'indagine. Infatti era stato escluso non avendo dichiarato di avere un precedente penale. Nel processo oltre a Parrella sono imputati Angelo Mancini, 50 anni, di Benevento, ex coordinatore al Comune dei progetti del «Piu Europa», Fioravante Carapella, 58 anni, di Benevento, Carmine Iannella, 55 anni, di Torrecuso, Guido Mastantuono 54 anni, di Montecalvo Irpino, Giuseppe Pancione, 60 anni, di San Martino Valle Caudina, Antonio D'Addona, 56 anni, di Montecalvo Irpino, Angelo Collarile, 48 anni, di Benevento. Le accuse contestate a vario titolo vanno dall'associazione a delinquere alla corruzione e alla turbativa d'asta.
LE INDAGINI
Diverse le gare di appalto finite nel mirino dei carabinieri, coordinati dai magistrati della Procura Giovanni Conzo e Nicoletta Giammarino (ora in servizio in altra sede). Le indagini si conclusero nel giugno del 2016 quando scattarono le incriminazioni per undici indagati. Nel mirino la riattazione del ponte sul fiume Sabato, al rione Libertà, la costruzione del ponte che collega via Torre della Catena sempre al rione Libertà e un ponte ciclopedonale di collegamento tra Rione Libertà e Santa Maria degli Angeli. Nell'indagine era finita anche la gara di appalto effettuata per la costruzione del nuovo terminal per gli autobus extraurbani, sorto nei pressi dello stadio «Ciro Vigorito». Ma nel corso di una udienza nel dicembre del 2019, il collegio giudicante aveva prosciolto tre imputati, a cui venivano contestate irregolarità, solo per questo appalto, per prescrizione essendo stati commessi questi reati nel 2012. Particolare curioso di questa indagine sugli appalti è che gli inquirenti nel corso di una perquisizione nella villa di uno degli indagati, avevano rinvenuto un endoscopio e una microcamera. L'indagato aveva sostenuto con gli inquirenti di aver ricevuto quelle apparecchiature da Angelo Mancini, che a suo dire, li avrebbe usati per scrutare nelle buste contenenti le offerte delle ditte nelle gare di appalto. Il collegio giudicante, presieduto da Simonetta Rotili con giudici a latere Maria Di Carlo e Gaetano D'Orsi, ha dichiarato chiusa l'istruttoria ed ha deciso il calendario delle prossime udienze. In quella fissata per il 27 aprile vi sarà la requisitoria del pubblico ministero Assunta Tillo e le arringhe dei difensori degli imputati, i legali Dario Vannetiello, Teodoro Reppucci, Antonella Tornusciolo, Vincenzo Regardi, Nunzio Gagliotti, Roberto Prozzo, Alessio Lazazzera, Raffaele Scarinzi, Vincenzo Fiume e Antonello Aucelli. Per il Comune di Benevento, che si è costituito parte civile, ci sarà l'intervento dell'avvocato Paola Porcelli. Successivamente è stata già fissata un'ulteriore udienza per l'11 maggio, quando è prevista la sentenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA