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07/11/2020

Appalti pilotati a Molfetta, 22 indagati con il sindaco

La Repubblica - Chiara Spagnolo

L'inchiesta
Appalti pilotati a Molfetta, 22 indagati con il sindaco ● a pagina 7 I lavori per la riqualificazione di piazza Moro e quelli di monitoraggio ambientale del porto, la messa in sicurezza delle ciminiere dell'ex cementificio e l'adeguamento strutturale della cittadella degli artisti: molti appalti, assegnati negli ultimi due anni dal Comune di Molfetta, sarebbero stati truccati. Ne sono convinti i pm di Trani Francesco Tosto e Giuseppe Aiello, che hanno inviato i finanzieri del Gruppo Barletta a perquisire le abitazioni di 23 persone (compreso il sindaco Tommaso Minervini), le sedi di sette società, due studi professionali, uno stabilimento balneare e gli uffici del Comune. Sequestrati telefoni, pen drive, computer e documenti, che adesso saranno esaminati per verificare se siano fondate le accuse, mosse a vario titolo, di corruzione, peculato, turbata libertà degli incanti. Solo quest'ultima è l'ipotesi di reato contestata al sindaco (assistito dall'avvocato Tommaso Poli), che si è messo subito a disposizione della magistratura, per «chiarire la mia posizione e quella del Comune di Molfetta, dopo 40 anni di trasparente vita pubblica», e che presto chiederà di essere interrogato.
I magistrati gli contestano di avere contribuito ad assegnare alla società Di Gregorio di Trani i lavori di riqualificazione di piazza Moro, del valore di 667mila euro; mentre alla Imcore di Andria sarebbero andati illecitamente gli interventi relativi all'ex cementeria.
Il monitoraggio del porto, invece, sarebbe stato affidato direttamente alla Green Gea e alla Cesub (per 46mila euro e 45mila). Gli affidamenti extralegem - secondo la procura - sarebbero avvenuti con la complicità di funzionari compiacenti, tra cui Orazio Lisena e Ottavia Paola Antonucci, del dirigente Enzo Balducci (già coinvolto nell'inchiesta sul porto che vide indagato l'ex sindaco Antonio Azzolini, in cui entrambi furono assolti), la consigliera comunale Anna Sara Castriota, la segretaria comunale Irene Di Mauro. E, soprattutto, dell'assessore ai Lavori pubblici, Mariano Caputo, al quale vengono contestate anche le accuse di corruzione e peculato. Stando a quanto hanno ricostruito i finanzieri, infatti, nel "sistema Molfetta" c'era anche spazio per «denaro o altre utilità» che alcuni imprenditori avrebbero fatto a politici e funzionari per avere aiuto. In un caso, per esempio, si ipotizza che Orazio Lisena avrebbe avuto dal costruttore Pasquale Ieva una costosa bicicletta. In un altro che l'assessore avrebbe ottenuto da due ditte che stavano effettuando la manutenzione delle strade cittadine (Di Santo e Ladogana) enormi quantità di cemento, impiegate per la realizzazione del parcheggio privato a servizio del lido Marina Piccola di cui era socio.
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Foto: kIl porto Quello di Molfetta uno dei luoghi interessati dalle opere sott'inchiesta