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24/08/2018

«Appalti, piccole imprese penalizzate»

La Prealpina

ROMA - «La riforma degli appalti non ha aperto il mercato pubblico alle piccole imprese, anzi lo ha ulteriormente ristretto, in contrasto con le richieste arrivate anche dall ' Unione europea. E ' inutile ricorrere a giri di parole: le piccole imprese rimangono regolarmente a bocca asciutta perchè i lotti messi a gara sono quasi sempre fuori dalla loro portata, di taglia troppo grossa per le loro possibilità. E se il numero di stazioni appaltanti va ridotto, questa misura dev ' essere integrata con strumenti che permettano alle piccole imprese di un territorio di partecipare alle gare indette nella loro area. Chiediamo al Governo e al Parlamento, quindi, di intervenire con rapidità per porre rimedio a una situazione che sta mettendo fuori mercato le piccole imprese». Lo afferma la Confederazione Nazionale dell ' Artigianato in una nota. «Un nostro studio realizzato a due anni dalla riforma del Codice degli appalti sottolinea la nota della Confederazione rileva un aumento significativo del mercato degli appalti, cresciuto del 36,2 per cento tra il 2016 e il 2017. Ma, nel contempo, anche un sensibile incremento dell ' importo del lotto medio, salito abbondantemente sopra il milione. Anche se il nuovo Codice incoraggia le stazioni appaltanti a suddividere in lotti i grandi appalti, in modo che l ' entità dei singoli contratti corrisponda meglio alle capacità dell ' impresa tipo italiana. Tra i requisiti per la partecipazione a un appalto, infatti, rientra anche il fatturato. Di solito viene richiesto il doppio del valore dell ' appalto. Vale a dire, in media, due milioni e più. Un requisito - conclude il comunicato della Cna - che oltre il 95 per cento delle nostre imprese non possiede».

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