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14/07/2020

Appalti per l’esercito: finisce agli arresti domiciliari anche un conosciuto gioielliere

QN - Il Resto del Carlino

Maxi inchiesta della procura di Roma. Tra gli indagati anche Paolo Lucarelli titolare del negozio Pom in via Montevecchio
Un pesce piccolo in un giro grande: quello degli appalti per l'esercito. In una inchiesta che ha più pagine della Summa di San Tommaso, è terminato anche Paolo Lucarelli, 65 anni, residente in via San Lazzaro e titolarre anche della P.O.M., un negozio di gioielleria in società con Ceccarelli, in via Montevecchio, proprio davanti al palazzo della Curia. Il titolare dell'inchiesta, Tamara De Amicis, ha disposto per Lucarelli gli arresti domiciliari. L'accusa anche per lui è frode in pubblica fornitura e l'associazione per delinquere. Il suo nome è all'interno di una lista che vede coinvolti alti gradi dell'esercito, funzionari e quindi una serie di aziende. La storia parte dall'aggiudicazione di un appalto per la Difesa che risale all'estate del 2017. All'interno del fascicolo ci sono anche le intercettazioni ed alcune di queste fanno riferimento proprio al gioielliere fanese. Lucarelli rientra nelle indagine come subappaltatore di mostrine e gradi. Entra in questa fornitura attraverso una società La.Bo.Conf che era già entrata nel mirino degli investigatori con una inchiesta aperta precedentemente dalla procura di Frosinone. Questa società si era aggiudicata un appalto per la fornitura dei nuovi gradi per il personale dell'esercito e in generale per le forze armate. Stando a quello che scrive il giudice la La.Bo.Conf non era però in grado di evadere la commesa per cui si sono dovuti affidare ad altre aziende. E tra queste anche la Pom. Si legge «che la produzione dei gradi in metallo è stata completamente effettuata in Cina con la collaborazione di Paolo Lucarelli, probabilmente causa la mancanza, nella La.Bo.Conf di macchinari idonei a lavorare il metallo». Insomma per evadere questo appalto è stato tirato in ballo anche il gioiellerie fanese. Per questa fornitura dei nuovi distintivi di grado per l'esercito, carabinieri e Guardia di Finanza l'appalto era di 269mila euro. In questo ambito Paolo Lucarelli si è rivolto, secondo l'accusa, al mercato cinese «attraverso espedienti fraudolenti - rappresentati e voluti fin dall'origine - consistiti nell'effettuare l'intera produzione di gradi tubolari facendo ricorso al mercato cinese», per cui forniva alla Guardia di Finanza una cosa diversa da quella pattuita per origine e provenienza. Una filiera che secondo gli investigatori passava anche attraverso l'Albania e tra i nomi che spuntano anche quello di un cinese. Questa maxi inchiesta che vede nel mezzo anche Paolo Lucarelli ha fatto ieri il giro della città anche perché il negozio di gioielleria è in uno dei punti centrali della città, a nemmeno cento metri da piazza XX Settembre ed anche lui è persona conosciuta in città. Per molti non è comunque una novità, perchè Lucarelli avrebbe sempre girato negli ambiti romani partecipando anche a gare d' appalto, non solo per l'esercito. Una attività che in questo caso lo ha messo nei guai. Nell'inchiesta della procura di Roma rientrano in totale una cinquantina di persone compresi gli alti gradi dell'esercito o comunque ufficiali che svolgevano il loro compito nell'ambito del casermaggio. Secondo i giudici «si è davanti all'esistenza di accordi durevoli nel tempo e di un sistema illecito che appariva collaudato e per questa ragione tra i capi d'imputazione c'è ache quello dell'associazione per delinquere». Va detto che le intercettazioni telefoniche riguardano anche Paolo Lucarelli che ora, come tutti gli altri imputati, dovrà essere ascoltato dai giudici romani.