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20/03/2021

Appalti per le ambulanze arresti nell’Asst di Pavia

Il Giornale - Paola Fucilieri

L'INDAGINE DELLA GUARDIA DI FINANZA
Più costi, meno mezzi e disguidi per i pazienti Ai domiciliari funzionario e il direttore Brait
Un appalto da due milioni e 300mila euro, «truccato» per favorire una cooperativa di servizi di trasporto in ambulanza in provincia di Pavia, in Oltrepò e in Lomellina. Una società che forniva cioè i mezzi per trasportare ricoverati da ospedale a ospedale della provincia oppure verso strutture di altre province o regioni, ma poi spesso non garantiva il servizio concordato e in alcuni casi non igienizzava i mezzi anche in piena pandemia. Le perquisizioni degli uomini della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Pavia, guidati dal tenente colonnello Christian Lazzaroni, andranno avanti anche per buona parte della giornata di oggi, ma dopo oltre un anno e mezzo di indagini ieri sono scattate le manette. Così dall'alba il direttore generale dell'Azienda socio sanitaria pavese Michele Brait, 53 anni, è agli arresti domiciliari nella sua abitazione, mentre la Giunta regionale gli ha sospeso l'incarico e lo stipendio. Sempre tra le quattro mura di casa, a Seveso, ma per le medesime accuse di turbativa d'asta e frode nelle pubbliche forniture sull'appalto delle ambulanze anche il 38enne Davide Rigozzi, responsabile unico del procedimento presso la medesima Azienda socio-sanitaria - che gestisce gli ospedali di Vigevano, Voghera, Mortara, Mede, Casorate Primo, Broni-Stradella, Varzi - e i fratelli Antonio e Francesco Calderone, rispettivamente di 52 e 42 anni, il primo residente a Fiumicino (Roma), l'altro a Milano, fantomatici amministratori della cooperativa «First Aid One», con sede legale nella Marche, a Pesaro e sede operativa a Bollate. Una società attiva nel settore sanitario e, secondo la Guardia di Finanza, non solo «agevolata» dall'Asst nell'assegnazione dei servizi, ma anche «protetta» dalla stessa Azienda quando è venuto a galla che quei servizi - per ritardi e mancate prestazioni sanitarie che fanno presupporre l'utilizzo di ambulanze e automediche inferiore a quello che era stato contrattualmente previsto - avrebbro dovuto essere interrotti e l'appalto revocato. Su disposizione del gip della Procura di Pavia Maria Cristina Lapi, in questa inchiesta voluta dal pm Roberto Valli e del procuratore capo Mario Venditti, sono state inoltre perquisiti e poi indagati con le medesime accuse degli arrestati, Francesco D.D., risultato essere il vero amministratore della «First Aid One», 42 anni e residente a Fiumicino oltre al presidente del consorzio messinese a cui appartengono altre cooperative riconducibili ai Calderone, il 46enne siciliano Salvatore P. Già direttore amministrativo del Fatebenefratelli ed ex tesoriere di Forza Italia, Brait è ai vertici dell'Asst pavese dal dicembre 2015 ed è esattamente 4 anni dopo, nel dicembre 2019, che iniziano le indagini delle Fiamme Gialle sulla «First Aid One». In realtà l'affidamento da parte dell'Azienda sanitaria alla cooperativa dei servizi di trasporto sanitario risale al 2017, anno in cui la «First» finisce subito sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Pavia.

Foto: L'INCHIESTA Le Fiamme Gialle indagavano sulla cooperativa di trasporti sanitari dal dicembre 2019. Ieri le misure cautelari