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11/01/2019

Appalti opachi, gli addetti rimangono senza lavoro

Il Gazzettino

Inchiesta Fincantieri Presidio a Venezia dei lavoratori stranieri
MARGHERA
La scena vagamente neorealista può disturbare o meno ma loro sono soliti consumare il pranzo seduti sul marciapiede di via delle Industrie, davanti ai cancelli della Fincantieri di Porto Marghera. Invece ieri mattina i lavoratori stranieri, per lo più di origine asiatica, alle dipendenze delle ditte Stabia Impianti e Naval Project, all'ora di pranzo si sono radunati a Venezia per fare volantinaggio e denunciare l'impossibilità di rientrare nel cantiere di Porto Marghera (senza lavoro, stipendio e ammortizzatori sociali) dopo che Fincantieri non ha rinnovato un appalto alle loro aziende. Un'iniziativa che fa seguito alla denuncia presentata dalla Fiom Cgil e dagli stessi lavoratori in Procura che ha fatto luce sull'opaco sistema degli appalti. Sono anni che la Fiom di Venezia e i suoi delegati denunciano la degradante condizione dei lavoratori degli appalti Fincantieri, in particolare il lavoro nero e l'evasione fiscale e contributiva. All'indomani delle prime denunce, una metà dei circa 70 lavoratori delle due aziende oggetto dell'inchiesta è stata assunta da altre ditte e ha ripreso il lavoro, ma l'altra metà si è ritrovata da un giorno all'altro senza lavoro e senza poter contare su alcun ammortizzatore sociale. «Questo non è stato un cambio di appalto normale - ricorda Fabio Querin della segreteria Fiom Cgil Venezia - ma ci troviamo di fronte a due ditte i cui titolari sono stati arrestati ed ora è in corso un'indagine della magistratura. Ma intanto i lavoratori che hanno avuto il coraggio di denunciare le illegalità presenti in questo sistema di appalti sono stati doppiamente penalizzati perché ora non lavorano e da tre mesi non percepiscono più alcuno stipendio». Per il sindacato, i casi della Naval Project e della Stabia Impianti sarebbero solo la punta dell'iceberg di una illegalità diffusa presente a Porto Marghera e del peggioramento degli standard di lavoro e di sicurezza.
Sempre ieri, durante il presidio dei lavoratori, i rappresentanti della Fiom Cgil hanno convocato un tavolo di confronto con i tecnici della Regione presso gli uffici della Direzione Veneto lavoro, ma una sedia è rimasta vuota. «Ci dispiace che dopo aver annunciato la massima disponibilità a collaborare con la magistratura e con il sindacato, Fincantieri abbia deciso di non partecipare al tavolo - fa sapere la Fiom - per discutere della situazione dei lavoratori esclusi e più in generale delle condizioni dei lavoratori delle ditte appaltatrici. Ora chiediamo che la Regione si faccia tramite con le parti in causa per trovare una soluzione con Fincantieri a cui chiederemo di farsi carico delle mensilità arretrate a cui hanno diritto i lavoratori delle due ditte escluse dall'appalto».
Paolo Guidone

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