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12/06/2021

Appalti, nuove norme L’obiettivo della qualità supera il fattore prezzo

Il Piccolo di Trieste - Piero Tallandini

Siglato il protocollo che coinvolge sindacati, imprese e rappresentanti delle categorie Un freno al massimo ribasso per lavori, forniture e servizi. Priorità alla tutela dei dipendenti
l'intesaPiero Tallandini / triesteLa Regione Friuli Venezia Giulia fa da battistrada a livello nazionale in materia di appalti grazie alla firma, ieri mattina, del nuovo protocollo d'intesa in materia di concessioni e di appalto di lavori, forniture e servizi, approvato dal Tavolo di concertazione. Un "Protocollo appalti" che mette un freno alla pratica del massimo ribasso, impone la prevalenza della qualità sul prezzo e un rispetto ancora più rigoroso dei requisiti di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. A risaltare è anche e soprattutto il fatto che l'intesa «coinvolge oltre 30 realtà - ha sottolineato l'assessore al Lavoro, Alessia Rosolen - ovvero enti locali, parti sociali e imprese che grazie a questo protocollo potranno continuare a collaborare per offrire la migliore tutela possibile dei lavoratori nell'ambito dei contratti pubblici». Coinvolti i sindacati (a cominciare da Cgil, Cisl e Uil), Confapi, Confindustria, Confartigianato, Confesercenti, associazioni delle cooperative e del mondo dell'agricoltura, oltre alla Commissione per le pari opportunità e alla Consulta dei disabili. Fondamentale, poi, la presenza dell'Anci. Quanto ai criteri dei bandi «garantiamo - ha spiegato Rosolen - che a vincere non sia il massimo ribasso, ma il miglior rapporto qualità-prezzo».Secondo l'assessore al Patrimonio, Sebastiano Callari, l'accordo consentirà di avere sempre di più «dei servizi di qualità nel rispetto dei lavoratori», consentendo anche un'ulteriore «modernizzazione della Regione». Un «lavoro di qualità, che rispetta la legalità e fa meno riferimento al mero valore economico - ha evidenziato l'assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti -. Questo protocollo sarà importante anche e soprattutto nel rapporto con i Comuni, che sono tutti stazioni appaltanti, e in particolare in questo momento storico con il piano di ripresa che presuppone ingenti investimenti anche sul nostro territorio». Nella fase di stesura si è tenuto conto delle osservazioni espresse dalle parti sociali sia dei lavoratori che dei datori, poi vagliate sul piano tecnico in primis dalle Direzioni centrali della Regione competenti in materia di lavori pubblici e infrastrutture, enti locali e Centrale unica di committenza (Cuc). Entrando nel dettaglio del "Protocollo appalti", si ribadisce la valenza del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, «individuata sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo» e la necessità di «evitare formule che facciano surrettiziamente scattare il massimo ribasso».Insomma, non viene cancellato il criterio del ribasso, ma sarà applicato tenendo conto degli aspetti che riguardano la qualità del servizio e la tutela dei lavoratori, il tutto in linea con le ultime innovazioni legislative.L'obiettivo di ogni bando dev'essere quello di «assicurare la prevalenza degli elementi qualitativi rispetto al prezzo: quest'ultimo, «in particolare nei servizi "labour intensive" (cioè con un'elevata presenza di lavoratori ndr), non deve di principio superare il 20% sul punteggio complessivo». L'intesa prevede poi l'istituzione di un gruppo di confronto tecnico in raccordo con l'Osservatorio regionale sui contratti pubblici e con gli osservatori contrattuali paritetici di categoria sugli appalti, oltre a un maggiore coinvolgimento delle parti sociali. Infine, le "clausole sociali": la Regione si impegna, nella predisposizione dei bandi di gara, a inserire clausole che garantiscano «piena ed effettiva attuazione alle tutele dei lavoratori» e « favorisce la partecipazione delle piccole e medie imprese e delle imprese sociali alle procedure di approvvigionamento della Centrale unica di committenza». --© RIPRODUZIONE RISERVATA