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09/06/2020

Appalti, nuova tegola da Roma Impugnata la legge provinciale

Corriere dell'Alto Adige

Il governo: cos ì si limita la concorrenza. Kompatscher: norme di emergenza, resisteremo
BOLZANO Pr oprio nel momento in cui in Alto Adige esplode l'inchiesta sugli appalti alla società Emaprice, da Roma arriva una nuova tegola. Il governo infatti ha deciso di impugnare la legge provinciale, approvata lo scorso 16 aprile. In particolare tutti gli articoli che disciplinano la concessione degli appalti pubblici. Il governatore Arno Kompatscher però non si fa intimorire e annuncia che la Provincia ha intenzione di resistere in giudizio. «Si tratta di norme che anche lo Stato si prepara ad adottare. Quindi siamo pronti ad andare in giudizio», mette in chiaro il Landeshauptmann specificando che l'obiettivo non è avere più discrezionalità ma venire incontro alle aziende e facilitare il lavoro della pubblica amministrazione in un momento di emergenza. L'Alto Adige si è sempre vantato di avere una norma sugli appalti pensata appositamente per tutelare le imprese locali. Tuttavia, secondo il governo, l'ultima riforma va troppo in là. Da qui la decisione di impugnare la legge 3/2020 perché «eccede le competenze statutarie in violazione dei vincoli posti al legislatore provinciale nonché invasivi della competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza». Solo poche settimane fa la legge trentina era andata incontro allo stesso destino. Ma non è solo l'invasione di campo a dar fastidio al governo che contesta duramente la legge provinciale anche nel merito accusando Palazzo Widmann di aver approvato una norma troppo discrezionale. «La legge provinciale - si legge nelle contestazioni del governo - dispone la possibilità dell'aggiudicazione di lavori servizi e forniture con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa sulla base di criteri denominati "qualitativi". Tale previsione si discosta dalle norme statali e comunitarie secondo cui i criteri di valutazione dell'offerta devono essere criteri oggettivi, quali gli aspetti qualitativi, ambientali o sociali, connessi all'oggetto dell'appalto. Si ritiene, infatti, che gli elementi di valutazione individuati nella disposizione in esame non sembrano soddisfare detti requisiti di oggettività attinenti agli aspetti qualitativi, ambientali o sociali». La questione della tutela della concorrenza viene citata anche in relazione all'articolo 14 che estende l'affidamento diretto degli incarichi di progettazione da 100.000 a 150.000 euro. Anche in questo caso secondo il governo «si riduce l'area alla quale si applicano le regole concorrenziali dirette». Stesso discorso per l'articolo 16 che estende fino a 5,25 milioni (il tetto statale è di 2 milioni) la procedura negoziata, ovvero una gara in cui vengono invitati solo 12 operatori economici. Impugnata anche la norma che consente alle imprese di non presentare la fidejussione bancaria, l'articolo 19 che permette di anticipare fino al 40% del valore dell'appalto (a livello nazionale è il 20%) e l'articolo 22 che autorizza la Provincia a prorogare i contratti di appalto e concessione oltre i limiti previsti in sede di gara. E Nel mirino finisce anche l'articolo 18 che invece autorizza le imprese appaltatrici ad aumentare fino al 60% il costo dei materiali impiegati . Una procedura che, secondo il governo, deve essere autorizzata esplicitamente dal direttore dei lavori. La mossa del governo non impensierisce il governatore Kompatscher che è determinato a resistere. «La nostra legge è pensata per l'emergenza Covid e infatti ha una durata limitata, ovvero fino al 2022. Sappiamo che lo Stato si prepara a varare una norma analoga quindi siamo decisi a resistere. Le Province possono applicare direttamente la normativa europea» spiega. Marco Angelucci 150 mila euro : il tetto per l'affidamento diretto degli incarichi 5,25 milioni di euro : il tetto per gli appalti con procedura negoziata

Foto: Lavori in corso Un cantiere della società Emaprice. La legge provinciale semplifica la procedura per l'assegnazione degli appalti


Foto: e Regioni possono applicare le regole europee Andremo in giudizio