scarica l'app
MENU
Chiudi
15/01/2020

Appalti, non si salva nessuno

ItaliaOggi - DUILIO LIBURDI E MASSIMILIANO SIRONI

Gli effetti al superamento della soglia dei 200 mila. Verifi ca sulla falsariga dell'Iva
Nuove regole sulle ritenute per ogni contratto in essere
Al superamento dei 200 mila euro, le nuove regole in materia di ritenute sugli appalti si applicheranno con riferimento a tutti i contratti in essere e non solo a quello che ha comportato il superamento della soglia. La verifi ca dello svolgimento dell'attività, che serve per essere esonerati dal meccanismo delle comunicazioni al committente, si baserà sui medesimi criteri previsti per la verifica del rischio sui titolari di partita Iva. Sono queste le indicazioni che sono giunte dall'agenzia delle entrate a chiarimento delle disposizioni contenute nell'articolo 4 del dl n. 124 del 2019 in materia di ritenute e compensazioni nei contratti di appalto e subappalto. In linea di principio, le norme introdotte hanno la fi nalità di presidio con riferimento al contrasto delle ipotesi di illecita somministrazione di manodopera ma non dovrebbero colpire gli appalti «puri». La disposizione contenuta nel comma 1 dell'articolo 17 bis del dlgs n. 241 del 1997, introdotto dall'articolo 4 del dl n. 124 del 2019 prevede che nel caso di affi damento di una opera o più opere per il tramite di contratti di appalto o subappalto a un'impresa per importi annui superiori a 200 mila euro, scatti l'obbligo di monitoraggio da parte del committente degli adempimenti effettuati dalle imprese in termini di versamento delle ritenute alla fonte. Il committente, in tale ipotesi, sarà obbligato a richiedere copia delle deleghe di pagamento nonché a porre in essere verifi che sulla correttezza nell'operato di altri soggetti. Poiché il limite numerico previsto dalla norma è appunto pari a 200 mila euro, una problematica che si poneva era quello legato alla necessità o meno di applicare le disposizioni normative soltanto con riferimento al contratto che genera il superamento della soglia ovvero in relazione a tutti i contratti in essere con la medesima impresa. La risposta dell'agenzia delle entrate delinea questo secondo scenario, vale a dire quello legato alla necessità di effettuare il monitoraggio su tutti i contratti in essere al momento di superamento della soglia limite prevista dalla legge. Peraltro, già con la risoluzione n. 108 del 23 dicembre 2019 l'amministrazione fi nanziaria aveva affermato il principio in base al quale il monitoraggio doveva riguardare anche i contratti stipulati in data antecedente il 1° gennaio 2020. Una valutazione, dunque, complessiva che riguarderà: - tutti i contratti in essere nel momento in cui viene superata la soglia «quantitativa»; - indipendentemente dal momento di stipula di contratti precedenti, fermo restando, naturalmente, che il meccanismo di comunicazioni sarà operativo con riferimento alle ritenute prelevate sulle retribuzioni correnti a far data dal mese di superamento. Un ulteriore aspetto chiarito dalle risposte fornite in occasione del forum è stato quello legato all'ambito di applicazione del disposto del comma 5 della norma che specifi ca i casi in cui le imprese appaltatrici, subappaltarici o affi datarie possano derogare agli obblighi di comunicazione. I requisiti previsti dalla norma riguardano, da un lato, l'attestazione di operatività triennale nonché una sorta di «garanzia» fi scale in termini di adempimenti dichiarativi e di versamento registrato in conto fi scale per un importo almeno pari al 10% dell'ammontare dei ricavi o dei compensi risultanti dalle dichiarazioni presentate. Inoltre, la lettera b) del comma 5, rinvia all'ipotesi di inesistenza di contestazioni superiori all'importo di 50 mila euro senza che sia scaduto il termine per procedere al relativo pagamento. Sulla questione della operatività triennale, l'indicazione dell'agenzia attiene al rinvio al contenuto del provvedimento del 12 giugno 2017 contenente i criteri e le modalità di cessazione delle partite Iva nonché della esclusione dalla banca dati Vies. In detto provvedimento venivano individuati una serie di controlli da effettuarsi sia in relazione agli aspetti formali che sostanziali. Ad esempio, una verifi ca attiene alla identità del soggetto nonché all'utilizzo effettivo della partita Iva. In merito all'ammontare dei versamenti che transitano sul conto fi scale, considerato come il problema dell'ammontare degli stessi potrebbe non essere coerente con l'ipotesi di contribuenti che dichiarano perdite, l'agenzia delle entrate rammenta che il limite in questione ben potrebbe essere raggiunto tenendo conto ad esempio dei versamenti Iva nonché delle ritenute e dei contributi previdenziali. Si va dunque via via componendo il quadro interpretativo della nuova disposizione fermo restando che, in ogni caso, dovrà essere chiarito il concetto di prevalenza del costo della manodopera che potrebbe essere riportato a quanto previsto, ad esempio, dall'articolo 50 del dlgs 50 del 2016. Inoltre, con riferimento alla necessità che i contratti interessati siano quelli nei quali i beni sono da riferire al committente, detta posizione escluderebbe gli appalti «puri» quelli nei quali, cioè, l'affi damento dell'opera interviene a favore dei soggetti che utilizzano proprio personale e propri mezzi per lo svolgimento dell'opera medesima. © Riproduzione riservata

Foto: Gli uffi ciali della Gdf presenti al Forum. Da sinistra Giuseppe Vicanolo, Stefano Screpanti e Stefano De Braco