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01/08/2018

Appalti, nel cambio d’azienda i diritti acquisiti non si perdono

Corriere della Sera - Giulia Ricci

Il caso
Accordo tra Comune e sindacati per tutelare i lavoratori
Gli appalti non ricadranno più sulle spalle dei lavoratori, che manterranno lo stesso stipendio e il medesimo contratto. Per la prima volta in Italia, il Comune di Torino ha approvato un protocollo d'intesa con i sindacati per combattere il precariato nell'ambito delle gare pubbliche. Al centro del documento vi è l'introduzione di una clausola sociale innovativa per assicurare la tutela dei posti di lavoro, la continuità retributiva, contributiva e d'inquadramento giuridico degli addetti coinvolti nel cambio di azienda che gestisce il servizio, così da garantirne anche la conservazione dei diritti acquisiti. Insomma, cambierà il datore di lavoro, ma non la posizione contrattuale del dipendente.

«Sono molto soddisfatto - dice l'assessore al Lavoro Alberto Sacco -, perché ci abbiamo dedicato più di un anno. Siamo la prima città che dà una risposta concreta con una clausola non di stile, ma che può essere concretamente difesa in caso di ricorso dell'azienda».


Ma la vittoria è anche un'altra e ricade sui servizi per i cittadini. Nei prossimi mesi infatti verranno firmati altri due protocolli. Uno prevede la nascita di nuove voci di punteggio nella parte progettuale dell'offerta, in grado di dare premi a chi garantisce alti standard qualitativi nell'organizzazione del servizio attraverso la continuità e l'esperienza acquisita dal personale. Insomma, un disincentivo alle offerte economiche al ribasso. «Se fossimo riusciti a firmare prima il protocollo - raccontano Andrea Ferrato di Cgil, Cristina Terrenati di Cisl e Domenico Paoli di Uil - ci saremmo evitati molte gare a cui sono seguiti svariati ricorsi. Ad esempio, quello per le mense. Tante volte capita che ci sia poca differenza tra le offerte progettuali delle aziende, che nel capitolato valgono 70 punti contro i 30 di quelle economiche. Spesso quindi erano quest'ultime a essere il vero ago della bilancia. Inserendo nuove voci si darà più importanza alle idee».


Soddisfazione pure per le tutele ai lavoratori: «Sono più di 14mila i dipendenti torinesi su appalto - ha continuato Ferrato -, con questo protocollo mettiamo sullo stesso piano il diritto dell'aziende alle libera concorrenza, ma garantiamo anche i diritti di coloro che erogano tutti i giorni i servizi».


L'ultimo testo su cui lavoreranno insieme sindacati e Città prevede la nascita di un albo rivolto a tutti gli operatori economici che vogliono assicurare ai lavoratori condizioni migliori rispetto a quanto già previsto dalla normativa e dal contratto nazionale applicato. Chi si iscrive, su natura volontaria, riceverà punteggi in più nelle gare. Infine, grazie al confronto con i sindacati, la Città ha adottato una linea interpretativa della normativa in vigore, la legge Biagi, diretta ad assicurare ai dipendenti nel cambio d'appalto le stesse garanzie riconosciute dalla normativa nella cessione d'azienda, e dunque la piena conservazione del posto di lavoro e dei diritti acquisiti.


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Se fossimo riusciti a firmare prima il protocollo ci saremmo evitati molte gare a cui sono seguiti svariati ricorsi
Ad esempio, quello per le mense

La scheda

Il Comune ha approvato un protocollo d'intesa per combattere il precariato nelle gare pubbliche Un aspetto prevede la nascita di nuove voci di punteggio nella parte progettuale dell'offerta per scongiurare offerte al ribasso Adottata anche la legge Biagi per far mantenere le stesse garanzie ai dipendenti nella cessione d'azienda

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