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24/07/2018

Appalti, nasce il patto anti mafia

Il Messaggero

CRIMINALITÀ
«Tuscia terra a rischio per infiltrazioni criminali». L'allarme lanciato dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia non è caduto nel vuoto. Le parole scritte sul rapporto antimafia 2018 sono state prese molto sul serio della Prefettura di Viterbo, che in poco tempo ha organizzato un protocollo d'intesa con le istituzioni pubbliche del territorio. Un protocollo legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici e delle concessioni di lavori pubblici, per la prevenzione del fenomeno di corruzione e per l'attuazione della trasparenza amministrativa.
La Dda, avvertendo gli enti preposti al controllo, scrisse: «Viterbo appare come uno scrigno di occasioni, anche criminali, ancora tutto da decifrare». E ancora: «Si segnalano presenze sporadiche di soggetti riconducibili prevalentemente a gruppi di ndrangheta e camorra. Risultano interessati i settori finanziari, appalti pubblici e ciclo rifiuti. Negli ultimi anni la moltiplicazione degli sportelli bancari e alcuni sequestri di beni immobili e attività economiche indicano il rischio che si tratti di un primo stadio per successive espansioni. Alcuni elementi lasciano intravedere un ruolo secondario, ma non meno importante delle presenze mafiose che vivono o investono capitali». Parole pesanti che hanno fatto scattare l'allarme legalità.
LE TUTELE
Proprio per questo domani nella sala Coronas il prefetto, il presidente della Provincia, tutti i sindaci della Tuscia si impegneranno per cambiare il metodo di lavoro e alzare l'asticella dell'attenzione, soprattutto sugli appalti pubblici. «Il protocollo spiega una nota della Prefettura costituisce un ulteriore tassello attraverso il quale cercheremo di creare un sistema strutturale per il contrasto dei fenomeni di illegalità e penetrazione mafiosa nel ciclo dei contratti pubblici». Le parti firmatarie hanno come obiettivo quello di assicurare, pur nel rispetto del principio di libertà di mercato, la realizzazione di un monitoraggio per la vigilanza dalle leggi vigenti anche ai fini di prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa, di prevenzione dei fenomeni di corruzione e di verifica della sicurezza e regolarità dei cantieri. «La sottoscrizione spiega ancora la Prefettura - del protocollo di legalità è finalizzata alle attività di prevenzione, in particolare attraverso l'estensione delle cautele antimafia all'intera filiera degli esecutori e dei fornitori e agli appalti di lavori pubblici sotto soglia, in base alla normativa generale in tema di antimafia e attraverso il monitoraggio costante dei cantieri e delle imprese coinvolti nell'esecuzione delle opere tramite i gruppi interforze».
I SINDACATI
Occhi attenti, quindi, non solo agli appalti pubblici sopra soglia ma anche a quelli sotto soglia, dove spesso possono insinuarsi le infiltrazioni mafiose. A chiedere con insistenza un osservatorio è da anni la Cgil, che in più di un'occasione ha rivolto appelli alle istituzioni «al fine di interagire per arginare uno dei fenomeni più dannosi che possano incidere sull'economia del territorio».
Maria Letizia Riganelli
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